Rivalutare il Barbican

Dire che il Barbican è un posto bello è un po’ un azzardo. Alla domanda “Com’è questo Barbican Estate?”, la percezione diffusa genera l’automatismo della risposta: “Orrendo”. Ma io sono prima di tutto un noto bastian contrario; secondariamente, una che vuol vedere di persona prima di dar giudizi; e terzo, una inguaribile ottimista, convinta che la bellezza sia nascosta ovunque. Con la mia proverbiale cocciutaggine sono quindi andata ad indagare.


La zona di Cripplegate fu devastata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, e ricostruita tra 1965 e 1976 dagli architetti Chamberlin, Powell e Bon in stile Brutalista, definizione che porta subito alla mente l’immagine di enormi zigurrat, distese di cemento, freddi palazzoni e geometrica impersonalità. Il Barbican Centre fu infatti molto criticato: è stato addirittura votato nel 2003 “London’s ugliest building”, l’edificio più brutto di Londra.
In realtà non sono poi tutte brutte le palazzine residenziali, affacciate su un lago, inframezzate da zone verdi, puntellate dai tre più alti grattacieli di Londra. Le macchine non vi hanno accesso, il che è già di per sé una buona (e bella) cosa.


Il Barbican Centre poi, inaugurato dalla regina Elisabetta nel 1982, resta punto di riferimento essenziale per numerosissimi eventi in tema di arte, musica, teatro, cinema, danza. E’ sede della London Symphony Orchestra, nonché di conferenze, laboratori, fiere. Ci sono negozi, bar, ristoranti, sale per banchetti, e la seconda serra di Londra in quanto a dimensioni.


Oltre al Barbican centre, la zona comprende la Barbican public library, la City of London School for Girls, il Museum of London, la Guildhall School of Music and Drama, un ostello YMCA, e avventurandosi senza pregiudizi per le strade attigue, molti piccoli esempi di un’architettura che, brutalista o no, ha un suo innegabile fascino.
Morale della favola: mai darsi per vinti. La bellezza può trovarsi in ogni luogo.