Chi di noi a volte non ha avuto bisogno di un consiglio esterno e spassionato, anche solo per sfogarsi, o per sentirsi un pochetto compresi? La posta del cuore è questo, un piccolo rifugio dove sentirsi comodi come nel proprio divano mentre qualcuno di là ci prepara un tè caldo. A rispondere, una saggia e nostra vecchia conoscenza: Petunia Ollister che definisce così questa rubrica: «più che una posta del cuore è un tentativo di traduzione simultanea dei sentimenti, con tutti possibili errori del caso». La colonna sonora che è my bloody valentine, Sometimes. Nasce così Lost in translation, il rifugio di tutti quelli che anche solo per un attimo hanno bisogno di parole belle. Scrivetele, l’indirizzo è questo qui: petuniaollister@gmail.com. Stavolta si parla dei fatidici 30 anni e dei dubbi di Claudia.

 

«Cara Petunia,

Ho da poco compiuto i fatidici 30 anni e solo da questa premessa puoi immaginare il contenuto di questa lettera.
Sono espatriata e mi trovo nell’algida Albione da un anno. Ho sempre voluto trasferirmi qui, ho sempre adorato la cultura inglese e i suoi paesaggi. Ma non è tutto come nelle favole di Jane Austen purtroppo.
Il mio piccolo-grande problema è che sto attraversando un periodo di crisi di identità. Non so cosa voglio, non sono a casa mia, non so che fare da grande.
Ho conosciuto un ragazzo dolcissimo che ho deciso di seguire in una città a nord, al freddo. Io la ragazza che “degli uomini se ne frega, a che servono!” E se poi tutto va storto? E io mi sto accontentando di un lavoretto a caso, che nulla ha a che vedere con gli studi che ho perseguito?

Piango spesso e tutto mi fa paura. E cerco conforto».

Claudia

 

Mi fa sempre molta tenerezza quando sento i trentenni parlare di loro stessi come delle persone in là con l’età o come se i 30 anni fossero un momento di svolta tassativo, quasi uno scatto fisiologico.

Non è così.
La maturità sopraggiunge quando ci si muove, si sceglie, quando ci sono risultati o fallimenti nel lavoro e nella sfera emotiva, non per decreto amministrativo.
Tu hai scelto. Di prendere una decisione affettiva importante. Di lasciare quello che conoscevi per andare in un altro paese. Di fare un lavoro diverso da quello per cui hai studiato. Che queste scelte si traducano per te in un momento di sconforto non è rilevate. Ti sei mossa.
Questo è stato l’aspetto importante.
Si può arrivare a 30 anni – e anche molto oltre – senza compiere nessuna esperienza significativa. Tu hai fatto, hai provato. Resistere in una condizione che ti affligge non è sano. Qui non stiamo parlando di prove di forza, ma di tentativi. Quindi torna. Con tutti i tuoi lividi, i tuoi occhi gonfi di pianto, gli spigoli. Porta tutto a casa, fanne tesoro e preparati per il prossimo tentativo.
Perché vero fallimento non è sbagliare, ma rimanere immobili.

[A proposito di Jane Austen: non è datata. E non raccontava favole. Le dinamiche umane sono rimaste le stesse, è come se però viaggiassero alla velocità dei neutrini in un acceleratore di particelle.]

Petunia.
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Illustrazione: Breanna Schulze, @mooshee85