Per veri post-it-aholic.

Chi mi conosce lo sa. Provo un piacere perverso nel riempire fino all’ultimo millimetro quadrato blocchi e blocchi di post-it, riducendo la mia scrittura, se necessario, a un elettroencefalogramma piatto, in barba al più minuzioso dei monaci ammanuensi.

Non ho neanche la scusa della creatività. Rabbrividisco al solo pensiero che quei preziosissimi 8×8 cm possano essere oltraggiati con scarabocchi e ghirigori durante interminabili telefonate alla vecchia zia con i reumatismi o alla migliore amica con il cuore spezzato. I post-it sono fatti per essere intasati di liste di cose fare. Chi non gongola nel depennare un impegno dalla propria tabella di marcia?

Per la gioia di amici e colleghi che non hanno mai capito il mio disturbo ossessivo compulsivo (ma no, si chiama “amore”!) per liste e post-it, Soupstudio ha creato Post-itable, un tavolo immacolato con il ripiano fatto di fogli di carta dal caratteristico colore giallo, pronto ad essere riempito di note.

Vogliamo parlare della soddisfazione, una volta spuntate tutte le voci, di appallottolare un’intera scrivania?