Piero Fornasetti (Milano 1913-1988) è stato uno dei maggiori esponenti della creatività italiana del XX secolo. La teatralità delle sue opere, l’umorismo delle sue stampe, la magia dei suoi decori, la ricchezza e il mistero delle composizioni da lui realizzate sono un patrimonio inestimabile di bellezza e suggestioni, oltre a essere fra gli elementi di eccellenza del Made in Italy.

Chi era Piero Fornasetti?

Pittore, stampatore, collezionista, decoratore d’interni e progettista – grande amico dell’architetto Gio Ponti e di artisti del calibro di Lucio Fontana e di Giorgio De Chirico, solo per citarne alcuni – Fornasetti ha creato oltre 10 mila fra oggetti e decorazioni. Eclettico, emozionato ed emozionante indagatore del quotidiano, a partire dagli anni ‘30 ha investigato tutto ciò che lo circondava e incuriosiva, partendo prima da uno schizzo, poi da un disegno, per arrivare infine alla vera e propria opera d’arte.

A Milano, scoprendo l’archivio Fornasetti

Il suo archivio, oggi curato e custodito dal figlio Barnaba Fornasetti nella imponente villa-museo di Milano, è una scoperta continua di simboli variopinti ed emozionanti che dalle farfalle si spingono alle carte da gioco, che dalle civette volano verso il sole, fino ad arrivare ai volti, o meglio a quell’inconfondibile volto divenuto – quasi inconsapevolmente – simbolo del marchio. Lei, la musa, la cantante lirica Lina Cavalieri – diva molto ammirata della Belle Epoque, conosciuta per la celestiale voce e per la fama di grande seduttrice -, una donna dalla bellezza classica ed enigmatica, feticcio e icona per Piero Fornasetti, tanto da renderla “il decoro dei decori”.

Capire lo “stile Fornasetti”

Lo “stile Fornasetti”, chiaramente eclettico, unisce elementi surrealisti e classicismo. Dalle carte da parati ai piatti, dagli inconfondibili vassoi alle morbide rotondità dei vasi, dalle piastrelle ai complementi tessili, dagli ormai famosi porta ombrelli ai decoratissimi (e preziosissimi) mobili, Fornasetti ha portato nelle dimore moderne e contemporanee il senso del decoro e della teatralità. I suoi oggetti sono quasi privati dall’uso funzionale originale, per essere innalzati a vere e proprie opere d’arte che “irrompono” nello spazio, vestendolo e completandolo.

Tessuto, metallo, legno, cristalli, ceramica, l’inconfondibile lacca, ma anche porcellana e vetro: ogni materiale è stato esplorato, utilizzato e reso unico da Fornasetti. Tanti dei suoi pezzi, soprattutto molti dei mobili realizzati negli anni ‘50, hanno oggi un valore molto elevato, sono ricercatissimi e contesi nelle più importanti aste mondiali.
Un genio visionario che ha dato vita a pezzi senza tempo. Qualunque oggetto, dai più preziosi e databili negli anni ‘50, ai più nuovi e “reinventati” dal figlio Barnaba, passando per i tanti piatti amati, sono oggetto di collezionismo. Ciò che stupisce è proprio questo: Fornasetti non subisce le mode. Le sue realizzazioni sono perfette per ogni tipo di arredamento e stile, oggi come ieri.

Maestro indiscusso, ha lasciato un patrimonio estetico importante e molto variegato: qualunque suo mobile non è soltanto un semplice elemento d’arredo: è una quinta, è un sipario teatrale, qualcosa che evoca un ricordo. Così è la sua casa e così sono le case abitate dai suoi preziosi oggetti. Perché Fornasetti è ancora oggi il racconto unico di oggetti che si tramandano di madre in figlia; i suoi lavori sono pezzi senza tempo, al confine con l’arte, che non seguono la tendenza, ma che saranno sempre di moda.

Articolo a cura di Claudia Schiera per Houzz
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