Oggi vi racconterò di quanto sono belli e magici i mercati di Budapest.

Anche qui la temperatura si sta alzando, ed io ho riempito casa di petunie e violette di mille colori, giusto per contrastare qualche rettangolo di cielo ancora grigio.

Con la primavera alle porte torna anche la voglia di gironzolare in città e di portare a compimento la famosa lista di cose belle da fare, che chi vive per un po’ lontano da casa, è solito stilare (le mie “colleghe” del nord Europa ne sanno qualcosa!)

Così, cappuccino del sabato mattina nel baretto prescelto da un po’ come luogo di ritrovo tra me e i miei amici di qui e via al mercato.

Ce ne sono molti tra il centro città e la periferia, più o meno imponenti, più o meno coperti, più o meno oggettivamente belli e caratteristici, fatti di laterizi rossi o gialli e ceramica, ferro e vetro, cemento e piccole baracche.

Tra i più belli il Vàsàrcsarnok, quello di Battyhany tèr e quello dell’ Ecseri ùt.

La caratteristica che li accomuna è che in tutti si vende di tutto: frutta e verdura, salumi e formaggi che arrivano da tutta l’Ungheria, oggetti d’antiquariato, souvenir un po’ trash e pezzi di storia tra divise militari, maschere antigas, bottiglie di vetro belle epoque, foto in bianco e nero dei tempi passati, sedie di vecchi studi dentistici, merletti e targhe, targhe, targhe di tutte le municipalità e le strade di Budapest, a cui col tempo ed i cambiamenti storici hanno cambiato il nome.

Ed ognuno di noi può un po’ viaggiare con la fantasia, cercando di immaginare come siano arrivate fin qui monete fuori corso o il gettone per il vecchio telefono pubblico del Belpaese.