Lo confesso: sono decisamente da includere tra quelli che soffrono di sindrome dell’epoca d’oro, un’ingiustificata nostalgia per anni passati mai vissuti. Per un salto indietro nel tempo, probabilmente, potrei rinunciare anche alla tecnologia e alla comodità a cui siamo abituati. Si potrebbe obiettare, certo, che senza navigatore arrivo a malapena al supermercato sotto casa, o che l’enciclopedia online mi ha salvata innumerevoli volte da colossali figuracce, ma ammettiamolo: gli oggetti di una volta non ci lasceranno mai indifferenti.

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Non è detto, però, che passato e presente debbano per forza essere due mondi separati e inconciliabili. Lo sanno bene Michael Ahlers e Roland Heuger, creatori di Photocarver, un servizio davvero unico nel suo genere. Foto da toccare, recita il claim, e questo è proprio ciò che ci troviamo davanti: quelle che infatti, a prima vista, potrebbero sembrare poster stampati in bianco e nero, sono in realtà bassorilievi intagliati nel legno.

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Il bello, però, è che siamo noi a decidere quale immagine vogliamo intagliata. Si carica una foto sul sito, si regolano pochi, essenziali parametri, ed ecco l’anteprima del bassorilievo. Un progetto, quindi, che unisce l’unicità e i materiali di un lavoro di artigianato alla semplicità a cui la tecnologia ci ha abituati. E Photocarver è proprio così, sempre in bilico tra passato e presente, anche se in realtà quello che fa è pescare il meglio di entrambi per farci intravedere un pezzetto di futuro. Ed è proprio di ieri, oggi e domani che parliamo con Alessandro, dal 2012 parte del team berlinese.

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Cosebelle: Ciao ragazzi, parliamo prima di tutto del passato. Quali sono gli ingredienti per iniziare un progetto come Photocarver?
Photocarver: La base nasce come nascono un po’ tutti i migliori progetti: una sera tra amici, buon cibo, qualche birra, e un’idea che tra una chiacchiera e l’altra prende forma. Scopo: dare la possibilità a chiunque di poter creare un proprio oggetto di design, unico nel suo genere. Del resto, Michael viene da una famiglia di lavoratori del legno, Roland è architetto ed appassionato di tecnologie: dal mix di queste due personalità, non poteva che nascere un progetto che unisce artigianato e nuove tecniche, tradizione e innovazione.

CB: Oggi. Qual è la forza di Photocarver, secondo voi?
P:
Sicuramente la semplicità. Con la tecnologia oggi è possibile trasformare un oggetto complesso e spesso infattibile a casa, in qualcosa che sia alla portata di tutti, in pochi passaggi. E anche se in futuro offriremo diverse opzioni, prodotti e tipo di lavorazioni, la facilità con la quale l’utente crea questi oggetti non dev’essere mai alterata.

CB: Il vostro progetto unisce in modo perfetto lavorazione manuale tipica del passato e tecnologia e innovazione che caratterizzano invece presente e futuro (ad esempio, io ho amato le anteprime che si possono vedere sul vostro sito, in cui puoi regolare profondità e colori, ma allo stesso tempo adoro l’idea che in un mondo sempre più standardizzato un quadro di legno sia percepito come così personale, su misura). Voi vi sentite più nostalgici verso il passato con la sua concretezza o siete più proiettati nel futuro?
P: Quello che hai descritto è esattamente ciò che volevamo creare e quindi siamo molto contenti sia percepito così all’esterno. Vivendo in una città come Berlino ed essendo tutti e tre appassionati di tecnologia, siamo sicuramente più proiettati al futuro, ma per noi il futuro è solo una continua evoluzione e miglioramento delle tecniche del passato. Ciò che rende un prodotto unico è l’anima che c’è dietro. La tecnologia, a volte, può essere fredda e sconnessa, ma se le cose si fanno con passione ed amore il risultato è solo una miglioria del passato.
Le nuove tecnologia ci aiutano e rendere i processi più efficienti e, nel nostro caso, ad avvicinare sempre più persone ad una realtà, come quella della lavorazione sul legno, quasi dimenticata.

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CB: Andiamo nel futuro. Come vedete voi stessi e Photocarver tra due, cinque, dieci anni?
P:
Un passo dopo l’altro. La tecnologia si evolve molto rapidamente e di sicuro vogliamo stare al passo, ma dire dove ci vediamo in 5/10 anni è quasi impossibile! Per ora ci accontentiamo delle foto sorridenti che riceviamo dai nostri clienti in tutta Europa quando ricevono uno dei nostri prodotti, e se riuscissimo a mantenere la stessa soddisfazione in loro, per i prossimi cinque anni, penso sia esattamente dove vogliamo trovarci.

CB: Cosa vi ispira?
P:
I nostri clienti e la loro soddisfazione sono una fonte di ispirazione costante. Dare a qualcuno l’opportunità di mostrare con orgoglio un prodotto personale che ha seguito dalla creazione non ha prezzo. Ma se dobbiamo pensare a un’altra cosa che ci ispira, diremmo la possibilità di “giocare” con presente e passato per creare oggetti appartenenti al futuro.

CB: Domanda di rito. Qual è per voi una cosabella?
P:
Una cosa che non vorresti finisse, e se mai dovesse finire vorresti ricominciare da capo immediatamente.

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