Ti dicono che sbagliando si impara. Però poi tutti cercano di aiutarti a non sbagliare, a modo loro. E così è un attimo che “fossi in te farei questo”, “fossi in te direi così”, “ma sei sicura di quello che stai facendo?”.
No. Non sono sicura, ma l’unico modo che ho per capirlo probabilmente è tentare. Dopo averlo fatto, dopo averci ragionato, dopo averlo sentito.
Provare.

[pro-và-re]
1 Sottoporre qlco. a prova
2 Fare un tentativo per raggiungere uno scopo, cercare di eseguire qlco.
3 Eseguire le prove di uno spettacolo
4 Mettere qlcu. alla prova, sottoporlo a un grande sforzo
5 Conoscere qlco. per diretta esperienza
6 Dimostrare la verità di qlco., fornendone le debite prove

Ci avventuriamo per un sentiero perché siamo convinte che sia la strada giusta, per poi scoprire solo alla fine se lo era davvero. Se qualcosa va male, allora non lo era, se invece qualcosa va bene, bene, una stellina in più per noi. Abbiamo scoperto una cosa nuova.

Più strade giuste fanno di noi dei temerari. Ma a volte basta una sola strada sbagliata a mandare in crisi il nostro sistema decisionale ed iniziare a prendere in considerazione anche quali siano le scarpe migliori con cui partire.
Ma sbagliare è un diritto, sacrosanto. È parte dell’esperienza, dell’enorme valigia che ci portiamo dietro, addirittura dei nostri ricordi.

Cosa succede quando sbagliamo?

Può succedere che alcune di noi hanno bisogno di tempo per elaborare delle decisioni, delle emozioni, delle delusioni, hanno bisogno di struggersi e piangere, di andare in crisi e anche pensare di mollare tutto. Non per questo pensano di non farcela, di essere da meno, o deboli. Ognuno ha il suo modo di affrontare le situazioni, non ne esiste uno da manuale da seguire. E se ci fosse, quasi sicuramente, ci piacerebbe poterlo riscrivere, a modo nostro.

Quasi ogni mese ho un crollo, e spesso coincide con la fase preciclo, ma è anche vero che ogni mese ritrovo la forza di incoraggiarmi, di provare e di sbagliare cose nuove.
Si ironizza tanto sulle complessità dei caratteri femminili, nulla di più facile, in fondo è vero che siamo complesse. Ma sono fermamente convinta che questo non sia un dramma, ognuna reagisce a modo suo, ma tutte lo fanno.

Strong is the new pretty”, vero, ma essere forti non significa non fare i conti con la parte più fragile di noi.
Facciamoli questi errori, struggiamoci pure nei momenti difficili, piangiamo se siamo in crisi, ciò che conta è sempre il risultato. Proviamo e andiamo avanti.
Perdoniamoci le debolezze, i pianti e le crisi. Accettiamo di aver bisogno di tempo per rimetterci in piedi, ma non dimentichiamoci mai noi chi siamo.
Circondiamoci di amici veri e sinceri, perché i consigli sono un’abitudine diffusa 😉

Vi lascio con una frase di Sophia Amoruso (#GirlBoss, colei che ha messo su un impero dal nulla, Nasty Gal, e che come tutti continua a sbagliare, senza per questo arrendersi), un passo in cui cita George Bernard Shaw:

La vita non è trovare se stessi; la vita è creare se stessi”. Si spreca troppo tempo guardando quello che fanno gli altri, sempre troppo affascinati dalle vite altrui, invece di impegnarsi a costruire la propria di vita. Spero che la mia storia aiuti a capire che possiamo essere artefici del nostro destino.

 

Buona strada.

Copertina di Eleonora Cargnel per Cosebelle Magazine.