Innamorarsi di Penelope Bagieu è fin troppo semplice: le protagoniste dei suoi lavori, da sempre, sono la sincerità e il desiderio di raccontarsi per come si è, senza la paura di ciò che non potrebbe piacere a tutti quelli che vivono di stereotipi e situazioni standard. Probabilmente, tutto è cominciato per gioco, quando l’illustratrice e fumettista francese ha iniziato a raccontare le sue (dis)avventure nel blog Ma vie est tout à fait fascinante di cui si possono trovare alcuni estratti nelle pagine portate in libreria dalla piccola e sempre entusiasta casa editrice Hop Edizioni. Desideri, sogni, viaggi (ma anche tantissima voglia di shopping!) si alternano in queste tavole che sono piccoli sprazzi di vitalità e allegria, dove le circostanze imbarazzanti sono all’ordine del giorno e la protagonista non è mai perfetta, mai in orario e, soprattutto, perennemente con la casa in disordine.

La logica conseguenza di queste avventure è stata Josephine, la single parigina alla ricerca della perfezione: nell’amore, nell’armadio e nell’approccio con la famiglia, spesso troppo presente. Così attuale e così sincera, Penelope Bagieu – in un modo solo apparentemente superficiale  – ha saputo raccontare in queste tavole la quotidianità di tante ragazze di oggi, di chi cerca di dare il meglio anche quando un disastro ne rincorre un altro imparando che riderci sopra è il punto di partenza per affrontare al meglio i momenti più difficili, grandi o piccoli che siano.

«Sarò la cicciona più famosa nel mondo». Cass Elliot

penelope bagieuPerché sì, per l’illustratrice francese la parola chiave di ogni storia è l’ironia, il saper ridere (o quanto meno sorridere) per quelle situazioni troppo ingarbugliate o imbarazzanti, quando non bisogna aver paura di prendersi in giro perché col tempo si impara l’importanza di saper riconoscere i propri limiti per capire dove si può arrivare. Non è un caso, quindi, se proprio Penelope Bagieu ha deciso di rielaborare in forma grafica la biografia di Cass Elliot, la voce più famosa dei The Mamas and The Papas, il quartetto folk-rock che ha portato nelle radio di tutto il mondo la famosa California Dreamin’ che, giustamente, non poteva che essere il titolo di un formoso graphic novel dalle note meravigliose, ultima novità nel catalogo di Bao Publishing.

Cominciamo dalla struttura perché California Dreamin’ è suddiviso in un prologo seguito da 18 capitoli, ognuno di essi raccontati da un protagonista che ha avuto la fortuna di sentire Cass Elliot cantare dal vivo. Di origini ebree, la famiglia di Ellen Cohen (questo il nome all’anagrafe) vive a Baltimora dove la musica, da sempre, fa da protagonista nelle vite di mamma e papà, entrambi cresciuti con l’ambizione di diventare cantanti professionisti ma destinati a inseguire la realtà per poter accudire la famiglia. Nonostante la disillusione, però, sarà proprio il padre della piccola Cass a insegnarle, sin da bambina, che coltivare una passione è la cosa più importante e che non esiste povertà che impedisca di dedicarsi alla musica e, in particolare, all’opera lirica, tanto amata da Philip Cohen e, successivamente, dalla dolce Ellen.

E se la povertà pare un primo ostacolo, Cass Elliot dovrà affrontare ben altri problemi cominciando dalla forma fisica che, sin dall’inizio, pare un intralcio alla voce meravigliosa che la cantante dimostra di avere sin da ragazzina. Ed è questa, più di tutte, la forza della futura reginetta dei The Mamas and The Papas: Ellen non ascolta chi le dice che i sogni sono una cosa e la vita un’altra, Ellen continua a crederci, si crea un nome d’arte, si fa prestare un auto e parte per New York in cerca di fortuna affrontando gli imprevisti della vita, gli amori non corrisposti, il desiderio di voler continuare a trovare una strada in ciò che sa di saper fare perché Cass Elliot è soprattutto determinazione, quella che la convince a lottare per il proprio posto nel mondo della musica.

«C’è qualcosa che mi destabilizza in lei. Ha un corpo enorme, una mole ingombrante di cui non sa che farsene. E poi, di colpo, il suo corpo sparisce. C’è solo la sua personalità. E la sua voce. Mio Dio, la sua voce!»

California Dreamin’ è una rincorsa ai sogni, è un happy ending tutto al femminile dove il corpo viene messo in secondo piano perché ciò che conta è la bravura e la voglia di non arrendersi mai.

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