“Aterro do Flamengo”, la parkway carioca.

Attraversando in macchina la strada di principale connessione tra la “zona soul” e il centro di Rio de Janeiro, ci si immerge in un paesaggio di completa naturalità tra prati verdi ,alberi e prospettive sceniche sulle principali emergenze visive della città. Non tutti sanno che questo paesaggio apparentemente naturale è di origine totalmente artificiale chiamandosi “Aterro do Flamengo”.

Aterro è, secondo la terminologia brasiliana, uno spazio strappato al mare attraverso l’aggiunta di terra o residui di costruzioni. In questo caso l’ ”aterro” fu realizzato grazie alla distruzione de “Morro Santo Antonio” , una montagna situata nel centro della città.

All’inizio degli anni 60 quindi, si cominciò la realizzazione di un visionario e moderno progetto di trasformazione urbana che apportasse importanti benefici nella qualità di vita carioca contenendo contemporaneamente la pressione immobiliare sulla costa. Il parco doveva infatti avere la funzione di connettere viariamente la zona sud della città con il centro e allo stesso tempo ricevere grandi quantità di cittadini per lo svago quotidiano.

La sfida maggiore fu di conciliare l’idea di parco con quella di comunicazione viaria carrabile: un’equipe multidisciplinare (tra cui emerge il celebre paesaggista Burle Marx) e straordinariamente competente concepì l’idea di creare due strade ad alta velocità centrali che dividessero il parco in due aree: una a diretto contatto con la città con strutture sportive e per bambini e una di carattere più naturale con vegetazione arborea, prati, percorsi sinuosi e una spiaggia artificiale. La comunicazione tra la città e il parco fu realizzata con passerelle in cemento di estrema eleganza soavemente appoggiate ai morbidi movimenti di terra che modellano il parco. La modellazione orografica del parco fu pensata in funzione di una percezione ad alta velocità con spettacolari sfondi scenici.

Il Parco Del Flamengo costituì anche un importante contributo nell’incremento di vegetazione arborea di uso urbano: furono infatti usate piante che riuscirono a resistere a particolari condizioni climatiche (vento salmastro) e pedologiche (terra con alta percentuale di sale).

Molte piante infatti, nonostante la loro sopravvivenza, hanno avuto uno sviluppo ridotto costituendo uno straordinario esempio di adattabilità e morfologia.

Il parco del Flamengo è un esempio di parkway cittadina rispondendo a differenti e contrastanti esigenze urbane in un risultato equilibrato e perfettamente integrato con il paesaggio di Rio de Janeiro.