Il tesoro che bramo fin da quando ero ragazzina è il patrimonio di fotografie di famiglia. Non mi interessa altro. Io avrò quelle foto, un giorno. Sono tre o più generazioni di immagini e dentro c’è tutto quello che ho bisogno di sapere, non mi serve altro. Durante le medie passavo i pomeriggi a sfogliare gli album dei miei genitori, invidiando i loro completi in velluto, i pantaloni a zampa (erano pur sempre gli anni ‘90) e le pettinature voluminose. C’era persino una foto in bianco e nero di mia mamma adolescente che portavo a scuola e che spacciavo come mia. La mamma era al mare, in costume, sorrideva. Io vedevo in quella foto l’inizio di tutto.


A quanto pare, non sono sola: c’è chi ha compreso il valore prezioso di questi veri e propri documenti e si è posto l’obiettivo di farli confluire e interagire tra loro per creare forme, storie e materiali nuovi. Sto parlando del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, che grazie al bando Cariplo “Avvicinare Nuovo Pubblico alla Cultura”, ha voluto dare vita a “Parlami di te”, progetto di cui Cosebelle Magazine è media partner ufficiale per tutto il 2013. In ballo c’è tanto: workshop, incontri, una pubblicazione collettiva. E soprattutto un dialogo tra generazioni, che può avvenire proprio grazie alla fotografia.

I laboratori previsti sono 4, ognuno dei quali viene ripetuto in due diversi weekend (per un totale di 8 ) per dare la possibilità a tutti coloro che sono interessati di poter intervanire. Cosebelle parteciperà insieme a voi e racconterà a chi non potrà esserci il dietro le quinte e non solo. Si comincia questo fine settimana con “C’era una svolta. Incontri e ricordi da sfogliare”, ideato dall’artista Claude Marzotto che ci invita a riempirci “le tasche delle immagini degli incontri e dei paesaggi di una vita, mentre al Pertini scaldiamo le fotocopiatrici e affiliamo le forbici per voi. Preparatevi a reinventare le fotografie con collage e stencil a colpi di ritagli e segni di colore, per raccontarvi sulle pagine di uno speciale libro-puzzle, da aprire come una mappa di ricordi.” Per informazioni e per iscrizioni (ci sono ancora posti liberi per lo stesso laboratorio il 9/10 febbraio, ma affrettatevi!) potete mandare una mail a progetto.parlamidite@gmail.com o consultare il sito ufficiale e la pagina facebook.

l’artista Claude Marzotto

Prima di cominciare questo percorso abbiamo voluto approfondire le motivazioni e gli obiettivi del progetto con Diletta Zannelli e Carole Simonetti, le due curatrici.

COSEBELLEQual’è stato il motivo ispiratore di “Parlami di te”?

CAROLE SIMONETTI – L’idea è partita dal rapporto che avevo con mia nonna, mancata poco tempo fa: una relazione fondata sull’ascolto e lo scambio reciproco di racconti ed esperienze che molto spesso avevano come punto di partenza la fotografia…”Giocavamo” spesso alle “piccole archiviste” ed essendo anche molto lontane, le fotografie (vecchie e nuove) e le parole per noi erano fondamentali per dialogare insieme e capire e riflettere sul presente di entrambe e in generale sulla vita.

DILETTA ZANNELLI – Da questa esperienza così personale è nata una consapevolezza: volevamo provare a realizzare un progetto di fotografia che riuscisse a coinvolgere un pubblico più ampio di quello solito degli addetti ai lavori, cercando di trattare la fotografia come un argomento quotidiano capace appunto di innescare relazioni, dialoghi e incontri….senza pensare alla fotografia solo come a un’opera d’arte.

CBA prima vista sembra che da un lato l’obiettivo sia quello di “educare alla fotografia”, al riappropriarsi delle immagini, quelle importanti, in un momento di overflow, di eccesso. Dall’altro appunto è forte il desiderio di interagire e dialogare con la comunità, per raccontare insieme una storia, andando oltre al senso biografico delle fotografie, cercando un fil rouge, un senso narrativo comune.

CS – Dici bene quando sottolinei che alla base c’è anche la volontà di partire dal personale, dalla propria biografia per poi estrapolare tramite l’arte (e in questo caso particolare, attraverso le fotografie) riflessioni, sensazioni, osservazioni e domande universali, arrivare all’essenza delle cose che accomuna tutti. Riappropriarsi della capacità di guardare e non “consumare” distrattamente sia immagini che parole, per andare oltre e scoprirsi meno soli.

DZ – Punto di partenza è stato il lavoro dell’artista tedesco Joachim Schmid, che è ora ospite, per la prima volta in Italia, con una mostra presso il Museo di Fotografia Contemporanea. Nella sua raffinata pratica artistica, Schmid si serve delle fotografia degli altri, del mondo delle immagini, del web per la sua infinita ricerca: importante è saper guardare una fotografia per non consumare e gettare la storia che gli sta dietro come osservatori distratti. Rivedere, dare nuova forma alle immagini di una vita, alle immagini nascoste o perdute ci ha permesso di spaziare e provare a sperimentare la realizzazione di un progetto articolato dedicato ad un pubblico vasto. E poi il dialogo tra le generazioni, tra i più giovani e i meno giovani, ma anche dialogo con le diverse origini di ognuno di noi e dialogo attraverso diversi mezzi di comunicazione – per arrivare, e questa è la sfida, ad una grande discussione virtuale in cui il dibattito, che inizia con i laboratori, diventi cassa di risonanza per raccontare le vite di una grande città, che non ha in realtà dei precisi confini geografici.

CBChe cosa vorreste accadesse durante “Parlami di te”?

DZ –  Che dal protagonismo di tutti noi si passasse a comprendere veramente l’importanza dello scambio, del dialogo, per arrivare ad abbracciare concretamente il concetto di collettività.

CS – Che davvero arrivassero persone disposte a mettersi in gioco in maniera divertente e giocosa e che lasciandosi trasportare dalla pratica artistica ricominciassero a guardare veramente e a ridare importanza alle parole, ai gesti, all’ascolto e ai significati.

CBQuattro giovani artisti organizzeranno i laboratori: si tratta di Claude Marzotto, Ilaria Turba, Giulia Ticozzi e Tiziano Doria. Che aggettivi potreste utilizzare per descrivere le loro personalità e il loro modo di porsi nei confronti della fotografia?

CS – Claude è intuitiva e astratta. Ilaria invece intimista e relazionale allo stesso tempo.

DZ –  Di Giulia direi che è complessa, passionale e contemporaneamente aperta alla condivisione. Tiziano è ironico, divertente e generoso.

CBUna domanda di rito: qual è per voi una cosa bella?

CS – Il dialogo e lo scambio con gli altri, la sensibilità incondizionata nel dare e ricevere senza paure.

DZ –  La vita… O per meglio dire le vite, le storie delle persone che esistono e circolano grazie soprattutto alle immagini, perché senza testimonianza visiva si dissolve tutto in breve tempo.