Date, coincidenze… oppure no. Il 31 marzo ha compiuto 125 anni la Dame de Fer, ai più nota come Tour Eiffel. Non ha spento le candeline ufficialmente perché non l’hanno festeggiata, lavori in corso, dicono, o forse perché il lunedì la gente esce di meno: di sicuro il rapporto con questo simbolo è da sempre e sempre sarà contraddittorio.

La Dame de Fer

La Dame de Fer | credit @violagiulia

Eppure vince lei, applausi o no, pacchetti da scartare o no, lei regna sovrana e sorride all’evidenza della sua elegante ingombranza.

Vince lei perché è stata costruita in un tempo record: 21 mesi a partire dall’1 luglio 1887, per unire armoniosamente 7.300 tonnellate di ferro.

Vince lei perché, proposta da Gustave Eiffel che ne salì ufficialmente i 1710 gradini per l’Espostition Universelle del 31 marzo 1889, sarebbe dovuta rimanere installata una ventina di anni. E invece è ancora lì.

Vince lei perché quando ha intuito di non essere nelle grazie dei più, si è fatta furba ed è diventata un punto di ricezione strategico durante la seconda guerra mondiale.

Vince lei perché “è turistica, e sgraziata, perché contrasta con lo stile haussmaniano del 9ème del 16ème e pure del 17ème arrondissement, perché intorno non c’è niente, tira il vento perché c’è sempre corrente, e al ristorante al primo piano pare non si mangi granché ” … eppure è il monumento pagante più visitato al mondo e 250 milioni di persone l’ hanno visitata da quel lontano 1889.

E quindi un passo indietro va fatto, perché se no tutta nell’ obiettivo non entra, e bisogna riconoscere che l’ appellativo Dame de fer se l’ è conquistato, a prescindere dal materiale.

La Dame de Fer

La Dame de Fer | credit @violagiulia

Già perché lei fa perno, è tutto il resto che si muove. Lei è austera e semplice, ma impegnativa perché non ha interferenze intorno a se’ eppure fotografarla per intero non è cosa immediata.
È bella, sempre, di fronte dal sotto o di lato e tutte le volte si è convinti di aver immortalato il suo miglior profilo e tutte le volte ci si ricrede perché le facce sono molteplici e tutte tolgono il fiato.
Cambia al cambiare della luce. Non è mattiniera perché all’alba, d’ inverno soprattutto, è avvolta dal nero e solo le piccole lucine ai piani la illuminano, di giorno si nasconde nella nebbia, diventa lucida e grigio intenso quando piove, da tutto il suo splendore quando taglia le scie degli aerei nelle giornate limpide o le nuvole rosa nei tramonti dopo un temporale e innamora quando la sera mette il gran lungo ed esce scintillante, con il suo occhio che gira.

La Dame de Fer

La Dame de Fer | credit @violagiulia

E poi è un punto di riferimento, e lei lo sa ed è leale nell’ esserlo, perché la si scorge ovunque, quando è coperta ci si ritrova a cercarla, e dopo poco appare; perché rilassa e fa dimenticare delle code e del traffico in macchina, incantati a guardarla. Perché diventa punto di arrivo, di partenza o giro di boa. Perché ti richiama, non ti lascia stare e se il tuo sguardo è basso e distratto lei ti impone di alzarlo, e d’ inclinare pure un po’ il collo all’ indietro, e lei, solo lei anche nelle giornate più buie è capace così di ammaliarti, per un istante, e ti ritrovi a fare wooow con un sorriso che esce spontaneo.

E allora tanti auguri! E un grazie: io e te sappiamo perché.

Ma c’è qualcosa d’altro, i famosi segni dell’inizio… già perché proprio in coincidenza delle candeline della Tour Eiffel nasce questa rubrica su “Parigi naso all’ insù”.

Il naso all’ insù è uno stile di vita, è una camminata leggera che non ha pressioni e a volte non ha meta però è curiosa e non vuole farsi scappare niente e quindi, non solo si guarda intorno, ma quasi cerca, senza sapere neppure cosa, fino a che il fiato si ferma e l’ attenzione è rapita da un dettaglio, uno scorcio una vetrina un volto…o una torre… E quindi con il naso all’ insù il desiderio è di condividere il solito e l’ insolito, scoprire insieme angoli e segreti e vivere insieme anche ciò che di più conosciuto c’è, che mai banale risulta perché tutto, davvero tutto, dipende dallo sguardo e dal momento.

“A’ Paris j’étais à la recherche de la poésie du brouillard qui transforme les choses, de la poésie de la nuit qui transforme la ville, la poésie du temps qui transforme les êtres…” (Brassai)

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Tutte le foto sono estratte dal profilo Instagram @violagiulia