Ci sono posti in cui ci si sente a casa. Non è necessario conoscerli, non è necessario esserci venuti più volte. Si tratta di alchimia, si tratta di essere a proprio agio, si tratta di calore sorrisi e fluidità, qualità a tutto tondo.

Ma Biche fa parte di questi posti. E’ un ristorante ai piedi di Montmartre che cattura tutto quello che Montmartre rappresenta. Già, perché sfumato il chiasso dei turisti che di Montmartre non conoscono nulla, resta l’ autenticità di viuzze che s’incrociano e nelle quali ci si perde facilmente, se non si ha familiarità con il posto. Montmartre, non ho ancora capito bene, se è la parte più autentica di Parigi o se è una realtà a sé stante all’ interno di una città, Parigi. Di certo ha un’identità unica, difficile da cogliere. Si può scegliere di abitarvici, ma se non si è di qui non si capirà mai fino in fondo lo spirito di cui chi vi è cresciuto parla. Montmartre è unione è convivialità è tradizione è storia di famiglie che qui vivono da generazioni. Una collina che si erge su Parigi e si isola da essa,  allo stesso tempo. Abitanti,  boutique,  ristoranti. Tutti si conoscono, collaborano, convivono. Tutto questo si tocca con mano entrando da Ma Biche.

Ma Biche, la sala

Un ristorante che ha aperto da pochi mesi, un sogno che da pochi mesi si è realizzato ma che è partito da molto lontano. Non è necessario conoscere la storia nei dettagli, s’intuisce da come i proprietari si muovono tra i tavoli che questo non è un lavoro, bensì un desiderio che ha preso forma e che questo non è un ristorante, ma è come cenare a casa di amici con la nonna che è dietro i fornelli.

La cucina si ispira alle ricette delle nonne, per l’appunto, con rivisitazioni e con una scelta del menù  fatta con sapienza dallo zio, che oltre a zio è anche nutrizionista e così si assicura che le prelibatezze proposte siano allo stesso tempo equilibrate.

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Qualità, sì, nelle relazioni e negli sguardi ma anche qualità che è alla base della scelta dei prodotti, anzi più ancora, dei produttori. Già perché qui ogni ingrediente ha il volto e la provenienza dei suoi produttori…e non è per dire. I cosiddetti “fornitori”, sono conosciuti, sono stati selezionati con attenzione e grazie alla loro passione. Sono stati filmati e i filmati sono stati caricati sul sito del ristorante, perché è bello rendere conosciuto ciò che non può che essere apprezzato da chi cena da Ma Biche, è prezioso condividere un successo che è condiviso con tanti attori.

Ma biche, il menù

Ma biche, il menù

Libertà di scelta, libertà di selezione, un unico vincolo…la stagionalità. Perché i prodotti per essere sani, devo essere naturali e di stagione e così non è il menù che guida, ma la naturalità dei prodotti. Ritmi che rispettano i ritmi naturali. Nessuna imposizione, nessuna fretta.

E’ questo lo spirito di Ma Biche. Pochi tavoli, perché è bello godere di una serata tra amici che permette di gustare il tempo che si passa insieme. Pochi tavoli, perché a casa propria non si invitano orde di gente e perché è bello avere un rapporto con le persone che ci sono e cosi i menù non vengono distribuiti, ma raccontati, e gli ingredienti non vengono elencati, ma ne viene spiegata la provenienza, con toni semplici con leggerezza. Ci sono volti e nomi propri. C’è identità, non indifferenza. E’ per questo che ci si sente a casa, perché da Ma Biche non si è di passaggio, neanche se ci si capita per caso, perché per tutto il tempo che passerete qui, sia un aperitivo, una cena o tutta la notte di chiacchiere e musica, vi sentirete parte della storia, partecipi del progetto.

Non ci sono paroloni, tranquilli, nessuno qui “se la tira” perché il bello della qualità è che è semplice. Il bello della semplicità è che è evidente. Il bello del valore è che è riconoscibile e allora basta dire le cose come stanno…perché stanno che è una meraviglia!

Ma Biche, un mese dopo l'apertura, sabato sera...tardi.

Ma Biche, un mese dopo l’apertura, sabato sera…tardi.

Perché si chiama Ma Biche? Perché alla base si doveva chiamare Ma Poule, tutto era fatto con questo nome, il business plan, le insegne, persino i piatti personalizzati. Peccato che Ma Poule fosse già stato non solo utilizzato, ma depositato, protetto quindi vietato ad altri. Nulla è servito l’ appello, soprattutto quello di Pascal, che non voleva proprio abbandonare Ma Poule…ma ha dovuto farsene una ragione  e quindi, dopo notti insonni e millemilioni di messaggi  …beh ecco Ma Biche, a sua volta protetto perché sta volta avevano imparato la lezione!

Ma Biche
12 rue Véron 750118 Paris
Métro: Pigalle, Blanche

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