Come si suol dire «se la montagna non va da Maometto… »…ci si deve ingeniare. Insomma, Parigi è bella, la torre brilla, nei quartieri c’è la musica che esce dai locali e che ti fa sentire dentro a un film. Tutto vero, però è bene che sappiate che Parigi è a 6 ore da tutto: dal mare (mare mare, quello tipo il nostro, quello con la spiaggia di sabbia e l’acqua azzurra, che ti fa vedere il fondo e dove fare il bagno non è una toccata e fuga con rischio di assideramento e labbra viola), dalla montagna, da città di villeggiatura con climi miti e mare non troppo lontano, da laghi o fonti d’acqua non oleose. In più queste 6 ore aumentano esponenzialmente con gli esodi del weekend, per cui per partire, e più ancora per tornare, ci si deve davvero mettere la mano sul cuore e armarsi di buona pazienza, patatine e musica ad hoc. Quindi se siete di quelli abituati a vivere l’estate da aprile a ottobre, a partire ogni weekend al mare o al lago, a improvvisare persino decidendo al mattino cosa fare e su che costa andare, a uscire di corsa dall’ufficio, anche in settimana, con le bombole in macchina, giusto perché in un’oretta sai che sarai pronta per un’immersioncina notturna con gli amici, ecco… qui diventa  più impegnativo arrivare alle vacanze.  Ma bisogna anche “dare a Cesare quel che è di Cesare” (oggi vado di citazioni auliche… ) e riconoscere che Parigi è conscia dei suoi limiti e allora il signor Maire, ossia il sindaco, ne ha inventate di ogni per distrarci e farci tornare il sorriso. E così con gli amici di sempre, un sabato pomeriggio, se viene voglia di affittare una barca senza patente nautica, ecco che si può fare…ed è pure molto carino!

Ci sono varie opzioni di navigazione lungo i canali, qualche percorso tra cui scegliere. Le barche si possono prenotare qui,  per il tempo che desiderate, da qualche ora fino ad una giornata (ecco magari una giornata di avanti e indietro rischia di togliervi il fascino del canale). Ci sono persino delle formule che ti propongono un kit picnic compreso nel prezzo, per non dover proprio pensare a niente ed avere tutto pronto al momento dell’imbarco.  In caso contrario, potete portare ciò che volete, per sgranocchiare e bere in compagnia e se volete dei consigli su come allestire un picnic, li trovate qui. Potete anche portare della musica, per cantare a squarciagola e far invidia a chi si rotola nella sabbia provvisoria sui bordi del canale.

Canal de l'Ourq, Parc de la Villette, Paris

Canal de l’Ourq, Parc de la Villette, Paris

Non c’è da temere, la patente non è richiesta perché le barchette sono elettriche, quindi nessun pericolo di prendere troppa velocità e, al massimo vi farete un po’ da parte quando passerà un bateau- mouche carico di turisti che non aspettano altro che li salutiate per portarvi a casa con loro in una foto ricordo.

E’ un’esperienza insolita perché è vero, non è il mare, ma è magico “navigare” lungo i canali, da quello dell’Ourq fino a Bobigny, e se volete oltre, e ammirare da un’altra prospettiva un paesaggio metropolitano fatto di chiuse, semafori, ponti di ferro e murales ovunque. 

Canal de l'Ourq, Paris

Canal de l’Ourq, Paris

Poco dopo la partenza si lascia Parigi e si entra nella dimensione dell’ Ile de France, la periferia che va verso il nord, verso l’aeroporto di Roissy per intenderci.

I km percorsi sono pochi, tuttavia il tragitto è segnato da un variare di volti, di attività. Il paesaggio resta urbano, ma cambia sensibilmente. Ci sono segni che saltano all’occhio, evidenze nel modo di giocare dei bambini, nei soggetti scelti dalla street- art di quartiere, nello sguardo delle persone. Voglia di rivalsa, senso di essere ai margini di una delle città più belle, senza purtroppo arrivare mai a toccarla del tutto, senza esserne completamente parte. Se fossimo per strada, negli stessi posti in cui stiamo passando ora, si avvertirebbe anche del rancore, ma l’acqua mitiga tutto e la sua fluidità stempera lasciando spazio solo al piacere e alla curiosità di scoprire posti insoliti, non raggiungibili diversamente.

In navigazione, canal de l'Ourq, Paris

In navigazione, canal de l’Ourq, Paris

Tornando sui nostri passi, riecco il Parc de la Villette con tutte le sue proposte e le sue attività. Baretti indipendenti,  ristoranti più lussuosi, cinema, teatri all’aria aperta, giochi sull’acqua per i bambini da rimanere a bocca aperta…l’avreste detto che sul canale si potessero fare corsi di vela, noleggiare pedalò, fare sfide di canoa e volare da una riva all’altra agganciati a una specie di carrucola? Ecco appunto…l’immaginazione del sig. sindaco ha lavorato molto durante il letargo invernale!

Parc de la Villette, Paris

Parc de la Villette, Paris

Infine la sera la luce si abbassa, la temperatura si rinfresca (ops no quello no per quello bisogna aspettare di essere tra due finestre in corrente) ma a noi piace il caldo! I giochi e gli schiamazzi diurni si placano, le spiagge si svuotano (sì lo so che è una spiaggetta microscopica e posticcia…ma volevo troppo dirlo per sognare quelle vere) ed ecco che si da inizio ad un nuovo modo di vivere questa parte del XXème arrondissment (Métro Stalingrad).

Nel parco c’è gente che arriva con teli per cenare sull’erba o imbastire un aperitivo, ragazzi a fiumi con confezioni da 6 di birra al posto della pochette femminile. Il programma serale del parco è vario, tra cinema all’aperto gratuito, concerti e serate dedicate, tutto quello che c’è da sapere lo potete trovare qui.

Parc de la VIllette, Cinema all'aperto, Paris. Photo Credit: stylebook.de

Parc de la VIllette, Cinema all’aperto, Paris. Photo Credit: stylebook.de

Se volete invece un suggerimento per un locale dove terminare il pomeriggio, prendere l’aperitivo o cenare – perché si sa che il mare mette appetito- La Rotonde ( il nome vero è La Rotonde de la Villette o barrière Saint Martin) è pronta ad accogliervi. Come spesso succede da queste parti, i locali non hanno una dimensione sola: non sono bar, non sono ristoranti, non sono cocktailbar. Sono dimensioni, sono gente, sono passaggio, sono fuori e dentro, sono quando vuoi tu e per quello che desideri. Infradito e canotta dopo una giornata di giochi e sole, tacco per una cena in un’atmosfera magica…è come ti senti tu e non devi scegliere, i due poli questa volta convergono, tutto può essere una cosa ed il suo esatto opposto e la magia è che…insieme stanno benissimo!

La Rotonde è un posto magico, imponente, sembra esser lì da sempre, domina. Dal 2009 è un bar/ristorante. E’ stato distrutto, incendiato, ricostruito e restaurato più volte da quel lontano 1788, anno in cui terminarono i lavori di costruzione.  Delimita uno degli ingressi fluviali più importanti a Parigi e un tempo questo era una delle porte di accesso attraverso cui passavano navi mercantili per scendere verso il Canal Saint Martin.  Vicino alla Rotonde vi erano infatti molti uffici per il controllo, lo scarico il carico, la gestione del commercio fluviale, nonché le dogane e questo monumento vegliava sulle attività commerciali. Lo stile è unico, oggi ancora di più, in quanto inserito nell’ architettura metropolitana di una Parigi che, in questa zona, di haussmaniano ha molto poco.

Stile classico, iscritto in un quadrato esterno con croce greca, colonne doriche, frontone. Un’architettura insomma, che ricorda la nostra epoca palladiana e pre-palladiana.

L’interno, sovrastato dalla cupola, si sviluppa in altezza verso la parte centrale e lascia a bocca aperta, perché è arredato con uno stile underground della New York anni ’60. Luci di recupero, divani in pelle, sedie spesso diverse tra loro, tavoli di legno grezzo avvolto in ferro industriale. Geniale!

La Rotonde, Paris. Photo Credit: lefigaro.fr

La Rotonde, Paris. Photo Credit: lefigaro.fr

Che cosa offre La Rotonde, oltre ad un naturale e spontaneo WoooW?

–          Un giardino urbano! No, non è uno spazio esterno per prendere un aperitivo, è un giardino con tavoli e tavolini dove si può leggere, chiacchierare, osservare esposizioni temporanee e molto altro.

–          Un ristorante! Con una cucina innovativa. Proposte che lasciano la tradizione francese e prendono ispirazioni da culture diverse, grazie all’esperienza dello chef Mahrez. (Nb. Parlo di chef, ma i prezzi sono accessibilissimi!). Anche la carta dei vini, che alla base conserva uno zoccolo duro ben francese- e come darle torto- stupisce con proposte che provengono da ben più lontano.

–          Un rifugio! No, non è un cocktail bar, è un punto di ritrovo per chi non ha ancora voglia di terminare la serata. Musica live e non, a seconda delle serate, ottimi cocktail e déco vintage coronata da un mini boowling nella veranda dopo al bancone.

La Rotonde, Paris. Photo Credit: lefigaro.fr

La Rotonde, Paris. Photo Credit: lefigaro.fr

Ecco, a questo punto, dopo che la luce se ne sarà andata e quando vi accorgerete che sta ritornando, sottoforma di alba; a questo punto che l’ aria fresca avrà fatto capolino, potrete cedere all’idea di andare a riposare. Ora che tutto è stato fatto sarete sicuri di poter dormire bene.

“Si può stare ore a cercare se c’è in qualche fosso

quell’acqua bevuta di sete o che lava te stesso

o se c’è nel suo correre un segno od un suo filo rosso

che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.”

(F.Guccini, Acque)