Una ricetta indisponente.

La mia pasta preferita in assoluto sono i paccheri. Per due ragioni. Innanzitutto perché son buoni. Lisci lisci ma rugosi come la vera tradizione di Gragnano vuole, sono la pasta del libidinoso che vuole tutto il condimento proprio lì, dentro il pacchero, neanche fosse un cannellone in potenza, di chi non fa lo schizzinoso di fronte alle sue dimensioni e non ha paura di aprire tutta la bocca in un sol morso di goduria. La seconda ragione va ripescata nell’etimologia dialettale della parola: “nu par’ ‘e paccher'” erano quelli che voleva tirarmi mia nonna se decidevo di snobbare la verdura. Insomma, sono gli schiaffi. Anzi, per me sono proprio gli schiaffi di mia nonna. Quindi diciamo che qui, in una sola ricetta c’è la tradizione, l’infanzia, l’indisponenza, la ciccionaggine ma anche l’inventiva. Perché non vi propongo i classici paccheri al pomodoro ma una variante nuova e tutta da provare.

Ingredienti
400gr di paccheri di Gragnano
2 porri
2 manciate di olive verdi (o nere)
1 acciuga
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
olio e sale

Le dosi, come sempre, sono modificabili a vostra discrezione. Più ce n’è di tutto meglio è!

Iniziamo con i porri, che vanno tagliati a rondelle

In una padella mettiamo dell’olio extra vergine d’oliva e facciamo appassire i porri

A parte tagliamo anche la metà delle nostre olive verdi

Uniamo tutte le olive, quelle sminuzzate e quelle intere, ai porri, insieme a una o due acciughe

A parte cuociamo i paccheri in abbondante acqua salata. Scoliamo qualche secondo prima della fine della cottura e ripassiamo in padella con tutti gli ingredienti, aggiustando di sale e aggiungendo il prezzemolo e, se piace, il pepe

Servite con indisponenza e…buon appetito!