In Puglia sta germogliando un orto nuovo. Per tutti.

Si chiamano Roberta,  Alberto e Vincenza. Si sono messi in testa di donare nuove aree verdi alla loro città, Andria, in Puglia. Hanno superato una selezione, ottenuto un finanziamento e fondato un’associazione. Ed ora? Non se ne stanno certo con le mani in mano, anche perchè è tempo di semina…

COSEBELLE Innanzitutto buon primo compleanno alla vostra associazione culturale, LaSeede, che da poco ha spento la sua prima candelina. Come vi è venuta l’idea di costituirla?

LA SEEDE – Grazie! Speriamo di festeggiare ancora altri compleanni, ma il primo è sicuramente speciale. Ci siamo costituiti come associazione ufficialmente dopo un importante risultato: la vittoria del Bando Principi Attivi 2010 della Regione Puglia per il finanziamento di idee e progetti dei giovani pugliesi per la Puglia. I giovani pugliesi in questione sono tre: Roberta Chieppa Architetto, Alberto Caputo Industrial Designer e Vincenza Guglielmi esperto di Comunicazione.

Da sinistra, Vincenza Guglielmi, Roberta Chieppa e Alberto Caputo

Abbiamo background e competenze diverse, ma ci ha uniti – oltre all’amicizia – la voglia di fare qualcosa per la nostra terra e contribuire – se possibile – a creare nuove esperienze, nuove sinergie nel territorio e perché no, a migliorarlo. Così abbiamo presentato il progetto “Orto a’ Porter”, arrivando decimi su oltre duemila candidature.

CBComplimenti! Veniamo ora al vostro progetto. Con “Orto a’ porter” avete fatto una riflessione su Andria, sulle sue origine contadine e sul forte legame della popolazione alla “terra”. Chi sono i destinatari privilegiati del vostro orto collettivo?

LA SEEDE – Esatto, siamo partiti proprio dalle origini e dalla tradizione contadina della nostra città che con il forte sviluppo urbanistico ed economico degli ultimi decenni ha visto una grande trasformazione dei volti e dei modi di stare a contatto con la terra. Da una parte abbiamo gli anziani cresciuti in un contesto “contadino”, dall’altra i ragazzi che, come noi, magari hanno studiato fuori dalla Puglia e per i quali la campagna rappresenta un luogo ameno tra tradizione e ricordi, e infine i bambini che hanno un mondo da scoprire. Volevamo in qualche modo colmare questa specie di gap che si è formato tra passato, presente e futuro. Fare in modo che il sapere e la passione dei nostri nonni non andassero perduti.

Un orto collettivo è un orto di tutti e il nostro obiettivo è appunto quello di mettere insieme persone di ogni età: dare ad anziani, giovani e bambini un luogo dove coltivare la nostra terra e i prodotti della nostra area in una città dove le aree verdi sono praticamente assenti. Gli orti urbani, gli orti collettivi sono molto in voga al momento ma ad Andria, una città di 100 mila abitanti e parte della sesta provincia pugliese, il nostro sarà il primo. Siamo quindi orgogliosi e al tempo stesso curiosi di vedere come diverse realtà sociali (scuole, associazioni, volontari etc) andranno a interagire e a essere testimoni di questo esperimento.

CBQuali sono nel concreto le fasi che condurranno alla realizzazione del progetto? E i tempi?

LA SEEDE – Parlando di semi e terra i tempi non possono che essere quelli dettati dalla natura… idealmente abbiamo individuato 4 fasi che abbiamo iniziato a sviluppare e sono tutt’ ora in corso:

Preparazione del terreno : è la fase in cui ci troviamo ora. Abbiamo individuato i nostri collaboratori (consulenti e associazioni locali come la nostra che si muovono nell’ambito dell’educazione, dell’agricoltura biologica, della sostenibilità etc.) e il luogo di realizzazione. Siamo ospitati da un ristorante (Umami, ad Andria) che ha accolto con entusiasmo il nostro progetto aprendo le sue porte al pubblico.

Andria, l’area dell’intervento

Semina: abbiamo organizzato un primo evento in collaborazione con l’Associazione culturale Copito con cui lo scorso febbraio abbiamo preparato il semenzaio per l’orto, utilizzando materiale di riciclo. Il momento cruciale avverrà a giorni, quando metteremo a dimora i germogli del semenzaio e pianteremo nuove specie, ma sempre murgiane, ovvero della nostra terra.

Evento LaSeede+Copito | Preparazione di un semenzaio riciclando | Andria, Febbraio 2012

Germogli: durante questa fase, sono in programmazione laboratori educativi ed eventi nell’orto per parlare di sostenibilità, filiera corta, gas, ma anche e soprattutto di memoria e tradizioni.

Raccolta: speriamo che i nostri impegni ci portino a dei frutti da raccogliere e sarà bello poterlo festeggiare con tutti coloro che hanno preso parte alla cura e alla realizzazione dell’orto, o che semplicemente ci hanno sostenuto. Ovviamente speriamo di avervi tra di noi.

CBVolentieri! Sarà bello mostrare i primi frutti del vostro primo orto. Ci raccontate quali sono state e se permangono difficoltà  nella realizzazione di “Orto à porter”?

LA SEEDE – Come ogni novità, c’è stato bisogno di un po’ di tempo per trovare i giusti interlocutori e riuscire a raccogliere consensi intorno alla nostra idea. All’inizio pensavamo – per esempio – di poter “occupare pacificamente e temporaneamente” una delle tante aree abbandonate della nostra città, cosa che non ci è stata concessa. Ma a fronte di questo abbiamo raccolto l’entusiasmo di altre associazioni di giovani che, come la nostra, hanno voglia di fare e sperimentare. Diciamo che creare un network è stato il momento più difficile, sicuramente ce ne saranno altri, ma dai primi passi che abbiamo mosso possiamo dire che il tema ha suscitato interesse e quindi questo legame con la tradizione e con la terra che volevamo risvegliare in qualche modo ci stava aspettando.

CBCi sono possibilità di espansione del progetto in altre città? E’ un “modello” esportabile anche oltre la Puglia?

LA SEEDE – L’orto che stiamo creando è stato progettato dal nostro Architetto Roberta Chieppa. Il progetto articola lo spazio in tre “stanze”, ovvero superfici pavimentate, rese comunicanti attraverso un percorso che, nel suo svolgersi, definisce le aree a coltivo. Le tre stanze, di dimensioni, forma, e quote diverse, consentono la sosta e, ciascuna, una diversa visuale sul giardino.  Propongono stimolazioni sensoriali differenti, cercando di focalizzare ogni volta l’ attenzione su un tema specifico.

Quello che lo rende diverso e ne fa un punto di forza è il modulo progettato dal nostro designer Alberto Caputo, che contiene tutti gli elementi di base  per la semina e la cura del “mini – orto a’ porter” . Il modulo e´ pensato come un oggetto trasportabile e capace di adattarsi a situazioni diverse.  Permette di creare un mini-semenzaio e al momento opportuno, puo´ essere (es)portato in spazi piu´ grandi (campagna, giardini urbani, scuole, etc.) per il trapianto dal semenzaio alla dimora.

Dunque è un supporto mobile al cui interno sono presenti contenitori per la terra (vasi, vasetti, cassette. etc) e i comuni attrezzi da giardinaggio (trapiantatore, sarchiatore, zappetta, rastrello, scopetta, paletta, guanti, etc.).  Il resto lo offre Madre Natura con la terra, l’acqua, i semi e tanto buon sole! Ma siamo in fase di prototipazione, non vogliamo anticiparvi altro! Quindi, la risposta è si, ci sono tutte le componenti utili a che questo sia un’ epserienza pilota esportabile ovunque. Desideriamo essere contagiosi perciò speriamo che il nostro seme possa germogliare, crescere, mettere radici e diventare un punto di riferimento  per chiunque abbia voglia di contribuire al miglioramento dell’ambiente socio-urbano che lo circonda.

[In attesa di mostrarvi i frutti del 1° orto collettivo di Andria, teniamo le dita incrociate! In bocca al lupo ragazzi ;)]