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“A volte vorremo che la nostra vita fosse quella sul tavolo del subbuteo, che se ce la vediamo brutta possiamo correre ai ripari, così, con un cricco, esaminando tutto dall’alto per poi farsi una grassa risata. Perché, vedete, visti dall’alto siamo buffi, inoffensivi e buffi. Tutti uguali, piccoli e così stupidi. Ometti che si complicano la vita per niente. E perché mai dovremmo litigare, azzuffarci, lasciarci e tradirci… visti dall’alto siamo parte di un grande prato.” – Altre di B

Ero piccola, contavo gli anni sulle dita delle mani, quando nella mia vita ha iniziato ad esserci del rumore. Le cose hanno iniziato a muoversi e io ho iniziato a percepirlo lucidamente. C’era chi andava, chi veniva, c’erano traslochi e animali domestici. Certi ricordi sono sbiaditi e altri sono limpidissimi, tra questi c’è il ricordo delle sedie con le fodere bucate. Mio fratello picchiava forte sulle sedie con delle bacchette finché il tessuto cedeva ed usciva la gommapiuma, lasciando intravedere il legno chiaro sotto. Non lo faceva solo con le sedie, ma io mi ricordo quelle particolarmente. Le sedie erano parte della sua batteria immaginaria e lui le suonava con le musicassette nello stereo a fargli da base. Quel rumore, era musica. Fu il primo amore, mai tradito, croce e delizia. La musica è poesia e guida, è stata il mio Virgilio nei tempi d’inferno, sempre e comunque compagna di viaggio, non importa se per una camminata nel parco o dieci ore di volo. La musica mi ha fatto piangere e poi mi ha sempre rincuorato. Mi ha fatto sorridere, divertire, ballare, cantare e sudare. Mi ha portato lontano, ricordandomi sempre la strada di casa. La musica è stata magia, tanto intima quanto condivisa, è stata il Super Attak dei collanti sociali: mi ha permesso di conoscere persone che sentono le cose in un modo simile al mio, con cui condividere gusti, esperienze e sorrisi. Venerdì sera, a Parigi, la musica è stata spezzata da un rumore terribile, quello delle armi e della paura. Da quel preciso attimo, il tempo si è fermato e ogni cosa è stata messa in discussione. C’è chi ha visto il rispetto nel silenzio, molti artisti hanno annullato date dei propri tour, mentre altri hanno continuato a cercare il rispetto nell’energia della musica. L’intervista che segue, è stata realizzata sabato sera, a seguito di una serata di condivisione perfetta, in una piccola grande città come Bologna. Entrambe le band hanno dedicato sul palco tempo, parole e musica nel rispetto di ciò che è successo, per ricordare che la musica, come sempre, ha la forza di farci sentire vicini.

Quella di sabato sul palco del Locomotiv, è stata una serata che se dovessi disegnarla avrebbe la forma di due cerchi, due insiemi intersecati. O A K e Altre di B hanno riempito il locale con facce amiche, musicisti, canzoni cantate tutti insieme, occhi commossi, con note delicate, pogo e coriandoli. Che se sei sotto palco e rovesci il gin tonic ballando, non ti scoccia nemmeno, sorridi e basta. Bologna è particolarmente bella in serate come queste, dove tutti parlano con tutti e la musica è di chi la fa, di chi la vive e di chi l’ascolta. Siamo tutti sotto lo stesso incantesimo.

A fine concerto abbiamo fatto un’intervista doppia a Ilaria degli O A K e a Giacomo degli Altre di B:

Cosebelle: Voi O A K avete appena fatto uscire il vostro primo ep e dato il via al tour che vi porterà in giro per l’Italia, mentre voi Altre di B col vostro “Sport” tour siete arrivati al capolinea di una corsa lunga più di 130 fermate e 62309 km percorsi. La domanda viene molto facile: com’è per voi OAK quest’inizio e com’è per voi Altre di B questa “fine”?
Ilaria – O A K: Sicuramente è un inizio ricco di sorprese. Siamo partiti con mille buoni propositi e super carichi all’idea di affrontare questo tour, ed effettivamente ci stiamo accorgendo che è anche meglio di quello che ci aspettavamo. Sta andando tutto totalmente bene, abbiamo incontrato persone squisite ed è iniziato tutto proprio col piede giusto. Possiamo solo che migliorare adesso, siamo carichi!
Jack – Altre di B: Beh ovviamente la fine di un ciclo è una cosa positiva che porta con sé anche dei risvolti negativi, a livello emotivo più che altro. Per molto tempo sei stato abituato a fare una determinata cosa e quando questa cosa finisce, non la prendi subito bene. A parte questo, è giusto che arrivi questo momento perché per stare su un palco hai bisogno di energie, di creatività e tutte le cose che acquisisci se ti fermi e trovi nuovi stimoli.
Quindi è una fine-pausa?
È certamente una fine-pausa che ci servirà per ritrovare tutte le forze e gli input per scrivere le canzoni ecc. (non è convinto) No è una figata, però è molto triste, io sono fuori di me, però domani riuscirò a conviverci meglio.

CB: Nelle vostre canzoni ci sono temi che vi sono chiaramente più cari, diciamo. Per voi Altre di B è cristallino sin dal titolo del vostro ultimo album: “Sport”. Jack, dicci di più, com’è questo sport-vita?
J: Sì, abbiamo utilizzato lo sport come grande metafora. Abbiamo cercato di utilizzare dei personaggi legati al mondo sportivo un po’ minore per caratterizzare dei tratti della vita di tutti i giorni: le vittorie, le sconfitte, le sofferenze, le rivincite, ecc… Riteniamo che ci sia molta vicinanza tra lo sport e la vita reale. Con l’ultimo disco ci siamo fatti una grossissima risata ed è stato divertentissimo da scrivere, speriamo di avere altrettanti stimoli e divertimento nel fare le cose nuove.
Mentre gli O A K di cosa cantano?
I: Col primo ep abbiamo solo 4 canzoni ufficiali. Noi siamo molto pop, super romantici, c’è proprio il sentimento in tutti i pezzi, da quello più introspettivo a quello, appunto, più pop. Fondamentalmente, più che un vero e proprio tema, c’è un legame che accomuna e stringe con sé i pezzi, anche il titolo dell’ep lo fa trasparire: “We were elsewhere” come dicevamo durante il live, significa appunto che eravamo tutti sparsi in posti diversi e lontani, poi ci siamo finalmente ritrovati e abbiamo preso la strada giusta.

CB: Siete entrambi di Bologna (e si è visto; ndr. il Locomotiv era strapieno e tutti conoscevano tutti, le date “fatte in casa” hanno sempre un altro sapore), per cui: una cosabella di Bologna.
(Jack è indeciso, dice che ci sarebbe una lista infinita. Ilaria è invece ci vede subito chiaro)
Ilaria: Io ce l’ho, perché è una cosa che mi ha sempre fatto molto piacere di Bologna. Qui, a qualsiasi ora tu vada fuori, trovi gente carica, energica.
Quindi l’energia?
Sì, esatto, c’è un’energia pazzesca in questa città. Sarà anche data dal fatto che è piena di studenti e gente giovane, ma ci si sente proprio sicuri a Bologna, a qualsiasi ora vai fuori è… “balotta”, si dice. È balotta assicurata.
Jack: Io mi associo a quel che dice lei perché è verissimo, credo che la maggior parte delle persone che vengono a Bologna si innamorino di questa cosa. A me viene da dire che, e credo che stasera ne sia stata la dimostrazione, una cosabella di Bologna è che essendo una città piccola tutti si conoscono. Potrebbe essere una cosa negativa, però in situazioni come quella di stasera è una gran figata. Perché c’è quella… appunto, quella “balotta” (ride). Ci si conosce con gli altri musicisti e c’è una gran condivisione di idee, di rapporti, e per me è una cosa fantastica. Pensavo questa cosa fosse morta un po’ di anni fa, perché molti gruppi si sono sciolti, ecc… invece è ancora vivissima, tutti sono molti legati all’ambiente musicale e dei club.

CB: Ritratti incrociati: Jack, 3 aggettivi per descrivere gli O A K?
J: Bella questa cosa! Allora, gli O A K sono: melodici (che vuol dire tutto e vuol dire niente), molto carismatici e… intelligenti.
Musicalmente o personalmente?
No no, musicalmente, sono tutti aggettivi che mi vengono in mente pensando alla loro musica! Poi a livello personale ce ne sarebbero tanti da dire. Però sì, sono molto intelligenti a livello musicale, soluzioni geniali. Hanno fatto un ep della madonna, in buona sostanza!
Ilaria, gli Altre di B in 3 aggettivi!
I: Eh, pesa sta domanda. Gli Altre di B sono: energici, vorrei dire simpatici ma in realtà sono proprio divertenti, quindi divertenti! E poi sono… travolgenti, e spiego anche il perché, ci tengo a dirlo: quando guardi un loro concerto anche se non li conosci ti fai proprio travolgere, coinvolgere, sono anche molto commoventi, a tratti.

CB: Per finire vorrei capire cosa cattura la vostra attenzione incondizionata, e per farlo, credeteci, basta un’app. Avete entrambi Shazam?
(Ilaria non l’aveva ma ci ha pensato Greg a rappresentare le ricerche segrete degli O A K, intanto Jack ha recuperato il cellulare nel backstage)
Greg – O A K: Ecco qui, abbiamo Jay Z “Hard Knock Life”, il classicone con Franco Battiato “Summer On A Solitary Beach” e James Bay “Stealing Cars”
Jack: (più felice che mai di svelare le sue chicche, torna col il cellulare in mano, fierissimo) Eccomi, ce l’ho fatta, ho robe stupende: Ibeyi “River”, Arcade Fire “Get Right” è il singolo inedito risalente a “Reflektor”, Mos Def “Quiet Dog” e per finire in tutta classe Snoop Dogg ft. Charlie Wilson “Peaches N Cream”.