Un anno fa nasceva il nuovo Cosebelle. Vorrei essere una di quelle che si schermiscono dicendo che non amano le feste, i compleanni, le ricorrenze. E invece mi piacciono tantissimo. Mi piace preparare la festa, vederla nascere, odio vederla spegnersi. Così come mi piace dare vita a nuovi progetti, come è stato il restyling di questo magazine. Chi ci segue da tempo spero che durante questo anno abbia notato che ci siamo messe d’impegno per fare le femminili, indipendenti e brillanti, proprio come ci descrive il nostro claim. Abbiamo parlato di tantissime cose nuove, di attualità, di questione di genere, di femminismo. Abbiamo regalato zainetti, borsine, calzini. Abbiamo confezionato un ebook gratuito e bellissimo pieno di racconti, poesie, illustrazioni e fotografie. Sono andata su Rai1 a dire che il nuovo Cosebelle è una webzine femminista e nel dirlo mi tremavano un po’ i polsi, lo ammetto. Certe parole suonano ancora stonate se le si dice in contesti dove in altri orari si ritiene normale fare liste sul perché le donne dell’Est siano un ottimo investimento se le si sceglie come spose. Abbiamo provato a raccontarvi come sempre quello che ci piace, che ci incuriosisce. Abbiamo viaggiato e mescolato quello che già sapevamo con quello di cui non avevamo la minima idea. Siamo diventate più grandi e più consapevoli.

In questo anno in questo nuovo Cosebelle abbiamo dato vita a nuove rubriche e a nuovi spunti di riflessione. Lo yoga e la guida alla stagionalità, l’oroscopo, le seriebelle, le guide belle, la rassegna MerylStreepness, le Cassettine, le letture collettive dei candidati al Premio Strega. Un sacco di altra roba. Voi ci avete seguito e avete apprezzato questo cambio di rotta (ci è sembrato così dai numeri, ma se qualcosa non vi piace noi siamo sempre qui, ditecelo!). E a un anno dal nuovo Cosebelle spero vi sentiate tutti un pochino più femministi. Io, perlomeno, sì. Avevo scelto di definirmi “direttora” nonostante mi facesse un po’ ridere e Word me lo correggesse ogni volta. Ma anche questa è una piccola cosa bella che giorno dopo giorno mi fa meno ridere e stona sempre meno quando lo ripeto ad alta voce. Le parole sono importanti e sono lo strumento con cui si definisce il reale. È da lì che inizia tutto. Oggi sento che il clima è diverso. Non è certo un nostro esclusivo merito personale, ma sì, in Italia eravamo quasi da sole un anno fa. Ora sono nati altri progetti editoriali che ci fanno compagnia nel raccontare le ragazze e le donne da un punto di vista diverso e questo non può che farci piacere. Alla faccia di quelli che pensano che “il nemico peggiore delle donne sono le donne stesse”. Di solito chi lo dice lo dice con la stessa nonchalance con cui i copy dei biscotti della fortuna scrivono quelle frasette insulse su cui noi ci ostiniamo a trovare presagi. Sono circondata (virtualmente e concretamente) da un sacco di donne bellissime e bravissime che non ho mai visto litigare per nulla, tranne che per le proprie idee o il proprio punto di vista (ora non esageriamo, al massimo qualche caps lock). Che senza conoscersi si sono ospitate in città diverse, consigliate se cambiare lavoro oppure no, comprese se quello era un periodo orribile, sostenute se il lavoro era troppo e il tempo era troppo poco. Ho conosciuto quasi tutte le Cosebeller di persona e tutte le volte in cui ci siamo viste, anche dopo un volo intercontinentale, un jet-lag e tre ore di sonno la prima cosa che è venuto spontaneo fare è stato abbracciarsi e subito dopo parlare come delle vecchie amiche. Ci siamo offerte letti, amicizie, ubriacature e risate senza esserci mai viste prima, senza sentirsi mai fuori posto o delle sconosciute. Magari questo riusciamo a trasmetterlo poco, tendiamo a presentare i nostri contenuti come vorremmo che fossero percepiti: di qualità, con competenza e serietà. Cosebelle magazine forse fatica a mostrarsi come un’allegra gang che fa le cose assieme come invece certi altri mag riescono a fare meglio. Siamo tipe che si fanno pochi selfie e hanno dei lavori che non sempre permettono di essere agli eventi delle 11 di mattina, portate pazienza. È per questo che sfrutto questo compleanno per raccontarvelo.

Cosebelle è davvero una famiglia e sono felice di poterla presiedere. Sono felice quando lancio un’idea e attorno sento entusiasmo. Sono felice quando qualcuna condivide notizie in linea con quello di cui parliamo ogni giorno e questo è accaduto sin dal primo giorno, giusto a confermare che siamo unite, compatte verso l’obiettivo di #feminization. Sono felice quando chi aveva iniziato un percorso vede i frutti delle sue fatiche, anche quando qualcuna se ne va perché è ora di provarci davvero.

Abbiamo fatto tante cose e spero ne faremo molte altre. In realtà ne pensiamo così tante che poi il tempo non ci sta dietro e alcune rimangono mezze abbandonate e non potete capire il nervoso. Tipo va beh dai, ve lo dico, per celebrare il nuovo Cosebelle oggi avremmo dovuto lanciare una cose bellissima che amiamo molto ma non ce l’abbiamo fatta. Ve lo dico così diventa una specie di promessa/debito e siete costretti a chiederci periodicamente Ma allora?
Ma succede a tutti, no? Speriamo di continuare a spegnere candeline e a cambiare ogni giorno, in meglio. Anche attraverso i nostri errori, i nostri buchi, le volte in cui la mattina mi rendo conto che quel pezzo avrei dovuto scriverlo quando mi era venuto in mente l’attacco, al posto di cincionare sul divano. Ma a volte si cinciona, anche. Grazie al cielo si cinciona.

Le Cosebelle non finiscono mai, diceva il teaser lo scorso anno. È vero, non finiscono mai. Noi abbiamo ancora voglia di raccontarvele. Voi se vi va seguiteci ancora.

Cover di Giulia Zoavo per Cosebelle Magazine.