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Carmelo Bene

…Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco, denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito. Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole. Abitato l’inverno da Cristiani comodi che nell’estate pagana cedevano le due ali sul mare per non morire di fame. Proclamato la fine lo stato d’assedio, quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune. Quella costruzione era un sunto di storia, oppure no. Era il suo carnefice convertito proprio quando toccava a lui, cinquecento anni fa.

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Nostra signora dei turchi
Carmelo Bene
Edizione: Sugar, Milano 1966