Cinque progetti per salutare il 2011

Ancora per due settimane, a Berlino si può galleggiare all’interno di bolle volanti. Per la prima volta c’è un solo autore ad occupare la hall della dismessa Hamburger Banhof: è Tomas Saraceno, architetto ed artista argentino, con l’installazione “Clouds Cities”.

Classe 1973 ed uno studio a Francoforte, Saraceno partecipa a mostre in tutto mondo, presentando progetti in cui il livello di interazione con il pubblico gioca un ruolo centrale. Le sue opere sono ambienti utopici, sospesi tra naturale ed artificiale, destinati a durare un tempo limitato. Nella sua ricerca affronta le tematiche dell’ eco-sostenibilità, affiancando lo studio dei materiali e del loro potenziale riuso. I suoi interventi non lasciano indifferenti e, soprattutto, inattivi gli spettatori.

In Cloud Cities, una ventina di sfere trasparenti, imprigionate in un reticolo di cavi, racchiudono piante verdi, liquidi o presentano dimensioni tali da essere esplorate. I visitatori, una volta divenuti parte dell’installazione, salendo la scala d’accesso, possono constatare la precarietà del sistema ed il peso che il movimento individuale comporta. Ogni spostamento produce reazioni sull’intera struttura ed, inevitabilmente, sulle altre persone presenti.

Nel 2011 anche l’Italia ha ospitato Tomas Saraceno.  Al MACRO di Roma a maggio è stata allestita “Cloudy Dunes. When Friedman Meets Bucky on Air-Port-City”. La Sala Enel del museo capitolino si è trasformata in una “città nuvola”, con oltre 500 moduli realizzati con cavi elettrici, pensati per offrire un modello di architettura aerea e leggera.  La luce prodotta da sei video attraversava le strutture, riproponendo l’idea dell’architetto Buckminster Fuller, secondo la quale il mondo sarebbe collegato da una rete di energia, indifferente alle distanze, fisiche e culturali.

Tomás Saraceno Cloud Cities, HAMBURGER BANHOF Berlino, fino al 15 gennaio 2012

Altre mostre da visitare nel periodo natalizio, qui.

Le immagini si riferiscono anche al progetto Flying Garden.