Cinque progetti per salutare il 2011

“Per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto …”. Chissà se qualcuno ricorda ancora questa filastrocca o l’ha cantata nel corso del 2011, anno internazionale delle foreste. Di sicuro “Temporary Trees” e Cherry Tree”, due installazioni realizzate in Olanda e Stati Uniti, offrono l’occasione per celebrare la fugace bellezza degli alberi.
E lo fanno senza vere foglie o riferimenti alla fotosintesi clorofilliana.

Numero uno: gli alberi non sono oggetti. E’ vero, possiamo comprarli, sistemarli dove preferiamo, usarli per fini produttivi e perfino rimuoverli: non opporrano resistenza. Eppure sono vivi. Reagiscono al passare del tempo, sanno modulare (e sintetizzare) la luce, hanno chiome ribelli per l’effetto del vento.

Durante la Dutch Design Week 2011 Raw Color e Mkgk hanno tradotto le fasi di vita degli alberi con l’ausilio di materiali artificiali, come veli di tessuto, palloncini, sacchetti di plastica. Le continue trasformazioni, stagione dopo stagione, sono state rese con evidenza nel progetto, segnalato all’interno di “Make a Forest”, la piattaforma internazionale fondata dalla curatrice Joanna van der Zanden. Un video mostra le tante metamorfosi.

Numero due: gli alberi regalano emozioni. Da settembre a novembre 2011,  il designer inglese Tom Price ha fatto crescere una bianca foresta all’interno della Industry Gallery di Washington DC.  Gli alberi simbolo della capitale statunitense sono gli stessi Tokyo: i ciliegi.

E se osservare i fiori nella breve stagione dell’hanami è un gioioso rito per giapponesi di tutte le età, lo stesso evento stagionale ha fornito a Price lo spunto per riflettere sulla nostra relazione con i prodotti industriali. Ai ciliegi di Washington DC ha inteso rendere un omaggio ideale, attraverso un allestimento con tubi di polipropilene e fascette di nylon. Materie plastiche, prodotte in abbondanza e di lunga durata, scelte per restituire la grazia transitoria degli alberi in fiore.

Thanks to Tom Price, Raw Color e Mkgk