Cinque progetti per salutare il 2011

“Non ti scordar di me” non è una classifica.  E’ il tentativo di salvare dall’oblio cinque installazioni temporanee proposte, in giro per il mondo, durante l’anno che sta per chiudersi. Si comincia con “Dig”, la mostra – performance che ha invaso la Storefront for Art and Architecture per oltre un mese.

Tutta colpa della schiuma EPS con cui l’artista Daniel Arsham (classe 1980) e Snarkitecture (Daniel Arsham + Alex Mustonen) hanno inondato una parte degli spazi interni della galleria newyorkese. E’ stata un’ invasione pacifica,  seguita però da un attacco a colpi di martello, piccone e scalpello. La massa è stata smussata e scavata, dando vita ad una caverna bianchissima. Percepibile già dalla celebre facciata della Storefront, è diventata un formicaio umano,  esplorabile dall’interno. Una forma complessa ed accattivante, frutto di mente e muscoli: nessun pc coinvolto nella sua elaborazione.

L’acronimo DIG racchiude le tre evoluzioni del progetto: Display, Intensify/Installation e Group. L’installazione è stata preceduta da una mostra, con cui sono stati presentati i modelli di studio e gli intenti dell’intervento. Una volta aperto al pubblico, lo spazio ha ospitato “escursioni”  ed incontri sul tema delle forme emergenti di installazioni. Dopo la chiusura, il materiale impiegato è stato restituito al produttore e riciclato.

Dig è stato reso possibile da OHWOW e Galerie Emmanuel Perrotin. Photo credits: Peter A. Lee – Snarkitecture (salvo la penultima immagine)