Già, ma i libri dove abitano? Storia del monolite di carta ed inchiostro che visse 30 ore.

Biennale d’Arte Contemporanea di Firenze, 2001. Il duo di architetti/artisti finlandesi
Marco Casagrande e Sami Rintala propone nella centrale Piazza della Repubblica l’installazione 1:2001 che riceve il premio “Lorenzo Il Magnifico”. Un monumentale cilindro di libri, circa 15.000 volumi raccolti da università e biblioteche di tutto il mondo e destinati al macero, si posiziona proprio di fronte al Caffè storico-letterario Giubbe Rosse. E lì resta per le 30 ore successive alla sua ultimazione.

In città se ne parla. C’è chi ci gira intorno in bici, chi sbircia dall’unico accesso, anziani e
bambini (e forse non solo loro) si chiedono cosa sia.
E poi avviene la più naturale delle azioni: una prima temeraria mano sceglie un volume
dall’inconsueta pila, lo sfoglia e se lo porta a casa. Così facendo prende vita una reazione
a catena quasi inarrestabile e del libro da “pigliare” in piazza (“Sicché l’è tutto gratis!”)
se ne parla da San Frediano a Santa Croce, da San Lorenzo a Campo Marte. Mensole di librerie domestiche di tutta la città fanno posto ai nuovi arrivati e l’installazione, c’è da crederlo, continua a vivere ancora in qualche casa fiorentina.

Accadrebbe oggi, 10 anni dopo? I libri hanno perso parte del loro potere fascinatorio?
I progettisti si interrogano ancora sulla “vita attiva” dei libri o pensano solo alla loro conservazione?

“Noi siamo abitati da libri e da amici.” cit. da Daniel Pennac, “Come un romanzo”.

Images courtesy of Marco Casagrande e Sami Rintala.

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