Un documentario che fa venire voglia di ballare.

La scorsa settimana in prima visione su Paris Premiere (canale 21) è andato in onda “Nightclubbing”, un documentario sui cinquant’anni di “club culture” à Paris, a cura di Jacques Braunstein. 50 minuti per raccontare 50 anni di notti parigine: gente, feste, balli, mode, luoghi che hanno popolato (e continuano a popolare) la ville Lumière. Luoghi che a volte sono sorti ex nihilo, per volontà di una o due persone, che hanno deciso di raccogliere lì, e non altrove, un gruppo di festaioli, un focolaio di amici, un gruppo di insonni.

Illustrato da una serie accurata di istantanee, il film inizia la sua storia nel 1962 a casa di Castel, luogo che ai tempi riuniva il jet set francese. Ma ben presto, mentre la techno conosceva  la sua infanzia, l’individualismo succede all’edonismo e le affinità musicali passano da una tribù all’altra. L’era del clubbing è nata. Dal Palace al Bains, passando per il Baron, il Bus Palladium, il Montana, il film disegna un percorso storico, cattura l’evoluzione delle persone e dei generi, della musica e dei luoghi, rivela la strada di ogni influenza. Un susseguirsi di fotografie e interviste a persone (Frédéric Taddeï, Philippe Stark, Frédéric Beigbeder, Mademoiselle Agnès, Francesca Dellera, Thierry Mugler etc.) che ne hanno fatto parte e che oggi ne parlano senza troppa nostalgia, visto che- come dice Braunstein- “la festa non si ferma perché i gufi non congelano”.

Se siete a Parigi tra il 10 gennaio e il 25 marzo lo potrete vedere alla Cinémathèque français, 51 rue de Bercy.