Il periodo prenatalizio rende Copenhagen talmente bella e magica da non poter desiderare di essere altrove.

Non importa se non splende il sole: l’oscurità è momento propizio per accogliere lo sfavillio di mille luminarie, la cui danza squarcia la monotonia di notti troppo lunghe.

Non importa se la temperatura scende, se la pioggia bagna gli stivali di plastica colorata, se il vento screpola il centro della bocca, ogni giorno più vermiglia. E’ meraviglioso, infatti, stringersi in due sotto un solo ombrello, osservare le vetrine che si rigano d’acqua e gelo ma custodiscono tesori glitterati, sorridere mentre ci si cosparge le labbra di burro cacao.

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Natale a Copenhagen. Vetrina. Foto: Silvia Montis

La nostalgia degli affetti si sente, è innegabile, ma si vorrebbe che tutti coloro che amiamo fossero con noi, sotto il cielo nero e denso della Danimarca, per avvertire insieme la gioia collettiva di un popolo che coltiva da millenni una vera passione per il Natale.

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Natale a Copenhagen. Addobbi. Foto: Silvia Montis

Copenhagen si veste del suo abito più bello, a Dicembre. Basta seguire la scia dei cuori scarlatti che sormontano il proprio capo mentre si attraversano le vie cittadine, gremite di autoctoni e turisti carichi di doni impacchettati che sbucano da buste variopinte. Ovunque si possono ammirare addobbi e luminarie dall’aspetto dolce e vintage: non si tratta di ostentazioni tecnologiche, ma di memorie tangibili, che paiono scaturire dalle pagine di Dickens e di Andersen, e di melodie giocose e fanciullesche, come quelle che, in ossequio ad un’usanza nazionale, si cantano, tenendosi per mano e formando un cerchio danzante, attorno all’albero addobbato. Ma i luoghi dove poter respirare appieno l’atmosfera festante sono i celebri mercatini, disposti in vari quartieri, in particolare nel parco di Tivoli, lungo lo Strøget, nella piazza di Nørreport  e nel porto di Nyhavn.

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Natale a Copenhagen. Mercatini. Foto: Silvia Montis

In essi il Natale si vive tramite tutte i cinque sensi, grazie all’odore di cera bruciata, cannella e mele caramellate; al sapore intenso del glogg e a quello pastoso della Julebryg, la celebre birra del periodo; ai capi in lana, realizzati handmade, caldi e morbidi come un abbraccio; ai fischi di piccoli trenini fino alle musiche tradizionali, che catapultano in pochi istanti in un mondo irreale, come fra i meccanismi di un carillon stregato; ai colori sgargianti o neutri e polverosi come il legno, nella nuance naturale, di pino e betulla.

Vi sembra una “cosa bella”, vero?

Buon Natale, allora! Anzi, God Jul!

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Natale a Copenhagen. Mercatini. Foto: Silvia Montis

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