Tante, romantiche, nostalgiche e spesso un po’ retrò. Amiamo il rosa cipria, le sciarpe fin sul naso, le torte fatte in casa ed il Natale. Per prendervi per mano ed accompagnarvi in questo nostro mondo, come ogni anno, abbiamo provato a raccontarvi perchè, secondo noi, il Natale è una vera cosabella.

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Natale arriva e ti costringe a fermarti un attimo, prendere un respiro, pensare a chi ami. Per questo lo amo, perché il Natale è fatto per chi si vuole bene, è l’occasione per scambiarsi baci e abbracci senza motivo, per incontrarsi una volta in più con la scusa dei regali, per donare agli amici del cuore dolci appena sfornati. Natale è l’occasione per stare a casa della nonna a fantasticare su un menù in grande stile per poi tornare sempre e comunque al suo menù, sempre al “solito” Natale. Perché il Natale è famiglia, ed è sacro proprio perché è sempre uguale, da una vita. Questo lo rende speciale. E così deve rimanere per sempre.

Giulia Carolina Rizzi, contributor cucina

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Il Natale è quel luogo dei ricordi e del cuore dove, non importa quanto schifoso sia stato l´anno appena passato, non vedo l’ora di ritrovarmi per sapere che ci sono abbracci, profumi, sapori ed emozioni che mi aspettano sempre uguali…e sono esattamente tutto ciò di cui ho bisogno.

Vincenza Guglielmi, autrice della rubrica “Carosello

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Il Natale per me è la partenza per la montagna. Macchina carica, scarponi, sci (no, gli sci si affittano su, conviene), maglioncioni pesanti, sciarpe e guanti. Partenza all’alba, la città ancora dorme. E tutti in macchina a macinare chilometri per arrivare sulle splendide Dolomiti. Come ogni anno quegli incantevoli paesaggi bianchi ci aspettano! Ma forse uno dei momenti più belli e più attesi per me, era l’arrivo in albergo. Non per l’albergo in sé, ma perché prima di salire, io entravo in quel negozietto storico accanto all’hotel e lì, spinta quella porta di legno pesante, si apriva  l’immensa parete colorata, piena di tutte quelle quadrate cioccolate golose: LE MITICHE RITTER SPORT! Non meno di 10 minuti in piedi, immobile, davanti a quella parete, a guardarle tutte ed immaginare il sapore dalla figura sulla carta. Quale scegliere? Non importa… in montagna ci fermiamo 10 giorni. Almeno, almeno un quadrotto diverso al giorno! Momenti indimenticabili per me.

Marta Proietti, autrice della rubrica “Respiro

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La frenesia e l’acquisto compulsivo del periodo pre-natalizio non sono aspetti che mi appartengono e ogni anno cerco di chiamarmi fuori da queste dinamiche. Ciò che rende il Natale una bella festività è il ricordo molto vivo delle feste passate in famiglia, tradizione che ancora oggi è dura a morire. E’ il periodo dell’anno a cui associo la “Pinza”, un dolce povero della tradizione veneto-friulana che si prepara esclusivamente per le feste natalizie. Spostandosi solo di pochi chilometri variano gli ingredienti da cui è composta, ma a casa mia la si prepara con fichi secchi, uvetta, pinoli, semi di finocchio. Il suo sapore semplice ed autentico mi ricorda le infinite chiacchierate attorno al tavolo, il calore e la luce del caminetto acceso, e un tassativo abuso di questo dolce, data la consapevolezza che ogni volta dovremo aspettare 12 mesi per poterla mangiare nuovamente.

Giorgia Bressan, autrice della rubrica “Gardenink, giardinaggio illustrato

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Natale è il nonno che è sempre in anticipo mentre ancora stiamo scartando i regali e il pranzo è in altro mare. A lui – borbotta sempre – piace fare “le cose con calma”.

Giulia Milza, contributor design/architettura

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Natale per me è il periodo dell’anno più bello. Natale è attesa, l’avvento, che si fa aspettare tutto l’anno, con le sue giornate corte, il freddo pungente, le giornate di sole invernale che sono accolte come regali, e la neve, soffice e gelida e magnifica, da guardare dalla finestra vicini al termosifone. Natale sono cappelli e sciarpe, guanti colorati e cappotti, stivaletti e calze pesanti, gli indumenti migliori dell’anno, che rappresentano il ruolo nobile degli indumenti, tenerti al caldo. Natale sono i mercatini all’aperto con il vino caldo da bere nelle tazze, indimenticabili a Vienna, a Monaco di Baviera, e a Merano, che lì hanno la cultura dell’inverno. Natale è mio papà che metteva su “le pastorelle”, la musica di Natale, soffermandosi sempre a dire come Bianco Natale fosse una bella canzone, con la voce calda e conciliante di Bing Crosby. Natale è mio papà che un anno ha manufatto un sistema di illuminazione da appendere in terrazzo, utilizzando LED colorati e una confezione di Ferrero Rocher a forma di stella cometa, progettando un timer con cadenze luminose diversificate. Natale è appendere le stesse decorazioni natalizie che avevi da piccola e immaginare storie con trame elaborate con i personaggi del presepe. Natale è svegliarsi tardi e trovare la busta della nonna con il tuo nome scritto a mano ogni anno appesa all’albero. Natale è il pranzo in soggiorno tutto decorato a festa, con gli antipasti di crostini col baccalà mantecato e le cicale di mare che ha preparato la mamma. Natale è giocare a carte tutto il pomeriggio con la nonna che si tiene sempre “ai pai”. Da qualche anno Natale è il ricordo dell’albero di Natale di origami dorati davanti al quale ho sposato l’Amore della mia vita; Natale è mio marito che si mette ad ascoltare canzoni di Natale in pieno Giugno e può finalmente accendere la radio e trovare una selezione completa. Da qualche anno Natale è collezionare decorazioni nuove per l’albero di Natale della nostra casa a San Francisco. Da qualche anno Natale è gratitudine e la felicità aggiunta e immensa di tornare a casa a Venezia con mio marito, ritrovare le mie tradizioni di bambina e riabbracciare la mia famiglia e i miei amici più cari.

Chiara Vernari Mullaney, contributor da San Francisco

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Sorridere immaginandomi ancora la tua cuffia rossa portata sulla punta della testa.
Scartare con voi un tavolo intero di regali mentre Bubolo ci guarda perplesso.
Abbracciare i miei amici e ridere fortissimo con loro, che sono stati il mio unico sorriso durante questo anno turbolento.
Perdonare a me e agli altri tutto il male che potevamo risparmiarci, nonostante il bene che ci vogliamo.
Sperare che qualcuno mi regali un tulipano rosso.
Guardare negli occhi te ed avere anche oggi la certezza che ora, siamo migliori.

Elisa Attilia Casarini, autrice della rubrica “Art Therapy