Bevi responsabilmente.

Avete mai pensato alla potenza del caffè?
No, non sto parlando del suo contenuto in caffeina, che tanti notti insonni ha regalato a studenti in preparazione degli esami, e che dà il risveglio ogni mattina con il suo fragrante aroma.


E invece e c’aiutà c’abboffano e’ cafè

Parlo della sua potenza commerciale: il caffè è, dopo il petrolio, il secondo prodotto sul mercato mondiale delle esportazioni.
Tonnellate di chicchi che principalmente provengono dai Paesi più poveri al mondo, situati negli altopiani dei tropici: in Brasile, Kenya, Indonesia, Vietnam si coltivano principalmente le due varietà più richieste, l’arabica e la robusta.
Dei miliardi derivanti dal commercio del caffè purtroppo pochi restano nei Paesi produttori, il resto è in mano a poche multinazionali che ne determinano prezzo e i destini dei piccoli coltivatori.

Non a caso quindi il caffè è stato il primo prodotto ad essere certificato come prodotto equo e solidale, il che equivale a giusti compensi per le popolazioni locali che lo coltivano, contratti e condizioni di lavoro che evitano lo sfruttamento, e progetti di sviluppo per chi ha come unica fonte di sostentamento la preziosa bacca rossa.

Il Messico produce uno dei migliori caffè del mondo, coltivato soprattutto sulle montagne ed è il primo produttore di caffè biologico.
Date uno sguardo oltre l’orizzonte degli scaffali, ormai i pacchetti con il bollino fair trade si trovano anche nei supermercati, e scegliendoli ne beneficeranno insieme gusto e solidarietà.


Sì, ma appunto, come gustare un buon caffè?
Ogni cultura ha poi propria tradizione nel tostare il caffè, nel “cuocerlo” e nel gustarlo, una cultura nel consumarlo.
Dal nostro espresso fatto con la moka, al caffè americano lunghissimo, all’ancestrale caffè turco, ormai la nera bevanda è gustata ad ogni latitudine.
C’è chi pasteggia a cappuccino, chi va a letto con l’ultima tazzina, chi si fa riempire la mug a ripetizione (le Gilmore Girls devono aver percepito qualche extra dalle industrie di caffè…) chi come la sottoscritta lo adora solo nel tiramisù e chi nei fondi ci legge il proprio destino.

Le controindicazioni all’uso del caffè si limitano al non abuso dell’ingestione di sostanze nervine totali, che possono derivare anche da tè, cola e cioccolato.
In generale un consumo di tre tazzine al giorno del nostro espresso italiano ci adducono solo gli effetti benefici della caffeina: miglioramento dei riflessi muscolari e del sistema nervoso, riduzione delle crisi di asma, proprietà epatoprotettrici; riduce inoltre la sensazione di fame, oltre ad avere solo due calorie per tazzina (occhio ai cucchiaini di zucchero però), ha poteri antiossidanti e anche voi mamme in attesa potete consumarlo con moderazione.
Non sottovalutiamo poi il valore sociologico di un incontro intorno ad una tazzina di caffè, è ottima come scusa per attaccare bottone ed è più salutare di un “che hai da accendere?”.
E come dicono a Istanbul:  una tazza di caffè porta quarant’anni di amicizia!