Guida sragionata all’acquisto saggio, parte quarta

“Nulla è eterno e solo poche cose sono durevoli” diceva il buon vecchio Seneca, ma chiaramente all’epoca non erano ancora sul mercato i Long lasting stick eyeshadow della Kiko.

Sono ombretti in forma di matitoni automatici, e già il punto di partenza è degno di nota dato che nessun antigienico temperamatite verrà utilizzato per riesumarne la punta mozzata da beauty case selvaggi. In più, questi similpennarelli, hanno un talento sopraffino: durano all’infinito.

Che si applichino come ombretto, eyeliner o matita nella rima interna dell’occhio, questi stick durano tantissimo, dove tantissimo sta per un lasso di tempo maggiore delle 12 ore. Ma la cosa più stupefacente è che tutto quello appena detto lo fanno anche senza l’uso di una base, necessaria per tutti gli ombretti compatti, minerali o in crema, anzi, possono essere essi stessi una base.

La pecca più grande riguarda i colori, un po’ troppo legati alle solite tonalità dei prodotti occhi della Kiko, fatta eccezione per un beige dorato (numero7) con microbrillantini ottimo per un trucco nude, compagno ideale per labbra intensissime.

La casa cosmetica bergamasca, però, si è riscattata con le nuove colorazioni, quelle della nuova collezione primaverile kaleidoscopic.

Il must have è il color tortora, numero 25, ma meravigliosi e luminosi anche i numeri 27 26 e 21, rispettivamente antracite, marrone e pesca, il tutto per modesti, modestissimi (almeno nel make up) 6 euro e 90.

Che dire, è amore, amore infinito.