MA LE DONNE NO di CATERINA SOFFICI, 2010, Feltrinelli.

Sembra procedere con la forza di uno tsunami anche questa primavera l’onda/orda di donne vere che gridano la loro indignazione a colpi di penna.

Oggi come non mai diventa obbligatorio tenere sul comodino testi che ci aiutino a comprendere meglio lo stato di salute del nostro paese nei riguardi della condizione femminile.

C’è chi vuole farla passare per retorica desueta ma non lo è affatto.

Dopo l’ambizioso progetto di Lorella Zanardo culminato nel libro/documentario Il corpo delle donne, dopo la denuncia del Caporedattore de L’Europeo, Valeria Palumbo, col suo L’ora delle ragazze alfa, e dopo il toccante promemoria di Vittoria Franco Care ragazze oggi la nouvelle vague del “risveglio femminile” porta il nome di Caterina Soffici.

Il suo Ma le donne no è a nostro avviso il testo da tenere a portata di mano in questa primavera di rivendicazioni, scandali e polemiche che ha tuttavia avuto il pregio di riportare alla luce la “questione femminile”.

L’Italia è il paese più maschilista d’Europa. Gli uomini hanno 81 minuti e mezzo da dedicare a loro stessi in più di noi. Ma non è solo questo dato numerico a separarci.

La tendenza che vede il fiorire di questa nuova editoria scritta DALLE donne PER le donne rivela non solo la necessità di confrontarci ad armi pari con l’altro sesso, non solo la profonda ferita sociale che paghiamo noi ragazze a caro prezzo, ma anche e soprattutto la voglia di svelare al mondo chi siamo.

Donne che non rinunciano a tingersi i capelli bianchi, a truccarsi, a depilarsi ma nemmeno a lavorare in posti di prestigio né a far figli mostrando tutta la stupenda complessità e il talento di cui siamo capaci, che ci permette di sfuggire agli stereotipi più in auge che ci vogliono o “lesbica- femminista- uomo” o “velina-olgettina-bunga bunga”.

Tra questi due estremi c’è tutto lo spettro delle sfumature che ciascuna di noi collabora ad arricchire.

La Soffici prova a conoscerci per bene regalandoci un ritratto variegato di come ci muoviamo in questo terzo millennio.

Da leggere una pagina ogni sera prima di andare a dormire, perché, come ci ricorda quella gran figa di Hannah Arendt, la libertà va rimessa al mondo ogni giorno.