IL GRINTA (True Grit) di JOEL ED ETHAN COEN, 2010

Rispolverate cinturoni e pistole giocattolo con l’impugnatura di madreperla, perché questa primavera il fascino del vecchio West sarà più contagioso dell’allergia da polline.

Cowboys e cowgirls postmoderne li abbiamo già visti sfilare sulle passerelle del pret-a-porter, avvolti in camicioni di pizzo sangallo tirati fuori dal baule della nonna, ai piedi camperos con gli speroni.

Ora ce li ritroviamo anche al cinema con questo remake dell’omonimo classicone del 1969 interpretato da John Wayne e oggi firmato dai leggendari fratelli Coen.

Snobbato ai recenti Golden Globes il film è stato debitamente risarcito con la candidatura a ben 10 nomination agli Oscar prossimi venturi e già promette di far incetta di statuette.

Il film narra la storia di Mattie Ross, quattordicenne interpretata dall’attrice rivelazione della stagione, Hailee Steinfeld, e del suo incondizionato amore per quel padre assassinato che decide di vendicare assoldando lo sceriffo fallito “Rooster” Cogburn, detto Il Grinta.

Un Jeff Bridges così in forma non lo vedevamo dai tempi gloriosi de “Il Grande Lebowski”, non esitiamo a dire che nei panni di questo ruvido personaggio dà il meglio di sé.

Un adorabile bastardo, sociopatico, alcolizzato, grasso, vecchio, malconcio, rude e solo, Cogburn si porta dietro tutto il fascino di una commovente imperfezione.

La fotografia è stupenda: le notti riecheggiano d’oro sui volti pennellati dalle lingue di fuoco dei falò, di giorno un sole crudele avvampa d’ocra ogni cosa, al crepuscolo i grigi delle foreste sono più plumbei che mai.

Ogni sequenza è curata nei minimi dettagli, i volti dei personaggi consumati dalla polvere, arsi dal sole, testimoniano la danza di un’umanità emarginata e eccentrica, furiosamente convinta di dover sopravvivere.

I fratelli Coen prendono la tradizione di un genere che ha “fatto” l’America e lo sublimano permeando della loro tagliente ironia ogni dialogo e rendendo impeccabile anche la parabola di una pallottola o il lento ondeggiare di un impiccato.

Siamo certi che il passo pesante del Grinta ci accompagnerà per tutto il 2011. Guardatevi le spalle.