Cosa accadrà nell’architettura? E soprattutto, accadrà qualcosa nell’architettura italiana?

Scarsi poteri di chiaroveggenza mi contraddistinguono, ma la passione per la professione architettonica unita al legame per il mio (centocinquantenario) Paese mi costringono a condensare tutte le mie speranze e previsioni sull’Italia. Nel Bel Paese, recentemente definito dal prossimo direttore di Domus, Joseph Grima, lo stato degli “Architects without architecture”, risiedono il maggior numero di architetti che combattono per la sopravvivenza smezzandosi il minor numero di architetture del mondo.

La prossima estate non produrrà (ancora) l’attesa inversione di tendenza e sarà una stagione più di riflessione che di produzione, più di incontri e performance che di nuovi cantieri aperti. Il must in ambito architettonico per l’estate 2011 sarà esserci, ascoltare, partecipare.

Dove? A Festarch, il Festival Internazione di Architettura in programma a Perugia ed Assisi, in Umbria che dal 2 al 5 giugno 2011 affronterà il tema “CITTA’ – ANTICITTA'”. Confidiamo nei grandi maestri che hanno risposto all’invito, Peter Eseinman e Peter Cook in primis, per resistere alle lusinghe lavorative che provengono dall’Asia e tornare nei rispettivi studi con slancio (e soprattutto incarichi).”