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Esce oggi nelle nostre sale Much Loved, sesto lungometraggio del regista Nabil Ayouch, nato a Parigi da famiglia marocchina. Il film, censurato dalle autorità marocchine, ha come protagoniste quattro donne, Noha, Randa, Soukaina e Hlima, lavoratrici del sesso. Il dibattito della prostituzione è universale, ma in questo caso non si parla di sfruttamento, al contrario, le quattro protagoniste sono indipendenti, si emancipano dalla società patriarcale che, pur condannandole, le sfrutta. Ayouch racconta le sue guerriere definendole «amazzoni dei nostri tempi», che senza pudore né moralismo mantengono se stesse e le loro famiglie con il sesso. Senza alcun amore.

Il regista ha scelto di raccontare questa realtà attraverso una sceneggiatura nata grazie all’ascolto di più di 200 donne che hanno intrapreso questa strada. «Lo script– spiega Ayouch- è stato più una serie di sequenze con molti “spazi vuoti”». Poichè nella scelta del casting si è orientato verso non-attrici e neppure prostitute, spesso sul set si improvvisava. Le donne, conoscendo la realtà marocchina, hanno dovuto lavorare sulla costruzione dei personaggi, sulla postura, sul linguaggio. Sono state disposte a mettersi a nudo, a mostrarci le loro anime rischiando la loro sicurezza. Oggi tutto il cast infatti sta vivendo sotto protezione, dopo la censura, alcuni di loro hanno ricevuto minacce di morte.

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«Il tabù del sesso è più forte di quello che potevo pensare» dice Ayouch.
La libertà di espressione fa ancora paura. In questi 15 anni il Marocco ha mostrato un’evoluzione positiva ma questa censura è la riprova che è difficile raccontare ancora la condizione femminile nel mondo arabo. Mostrare l’immagine di donne indipendenti, solidali tra di loro, senza retorica, con un rapporto con gli uomini puramente di denaro, ha fatto traballare anche l’immagine del regno stesso. La condizione della donna nel film agisce contro l’ipocrisia dominante del mondo arabo attraverso un punto di vista forte, violento. Il concetto di donna che da sola tiene testa agli uomini mette in crisi la virilità. In una scena chiave una delle protagoniste viene picchiata per aver messo in discussione i gusti sessuali di un suo cliente saudita. La domanda che sorge è: “Di cosa si ha paura?”. Questo è un cinema che cerca di risvegliare le coscienze, come lo stesso Ayouch ha spiegato, «Much Loved è un film specchio della società marocchina che poteva riflettersi in esso e ragionare oppure scegliere di rompersi e rifiutarlo». Donne amate da nessuno che ci trasportano tra la fauna notturna di Marrakech con transessuali, feste, stupri, droghe e alcol. Una città con le sue contraddizioni e ipocrisie. Nonostante la censura e il processo per pornografia questo film è stato sostenuto dal pubblico europeo, distribuito in Italia da Cinema di Valerio De Paolis, che ha portato nelle nostre sale anche Taxi Teheran di Pahani, film censurato in Iran.