Cosebelle_Vino_ElenaXausa

Viaggiare nel tempo sarebbe veramente svoltoso. Poter tornare indietro e rivivere i momenti dell’infanzia quando tutto era magico e il solo lavoro richiesto era nutrire la fantasia, giocare, cavalcando l’hic et nunc senza proiezioni e condizionamenti. Chi non vorrebbe poter rivivere quella spensieratezza? Chi sciacquerebbe la possibilità di combattere l’incedere verso la caducità con piccoli rewind? Sicuramente Mr Novello. L’infanzia gli rimbalza, se ne futte alla grande. Sin da quando, tralcio, si affaccia alla vita, ben lungi dal godersi la linfa che pulsa e il sole che lo scalda, non fa che sognare il mese di Novembre e il suo debutto in società, detto delestage. Brucia le tappe, socializza poco, è un grappolo difficile, spesso vittima di bullismo per la sua diversità. Non c’è espediente valido. Nessuno, neppure la madre Vite, riesce a convincerlo. Longevità, anni di folli divertimenti di botte con un sacco di nuove conoscenze; passaggi in legni diversi, evoluzione in bottiglia e possibilità di seguire dal fresco di una cantina o da location casalinghe di rilievo la vita che scorre. Novello schifa il futuro, lo trova noioso, giovane Dorian Grey vuole ardere subito, appena sbarbato, e lasciare il segno nel pieno della sua vitalità. Vuole essere il primo.
Per anni, vittima delle tecniche di vinificazione tradizionali, il suo destino è stato infausto e la sua rabbia si è trasformata in difetti delle nostre care bottiglie. Sapore di tappo, ossidazione, cattivi aromi, semi fermentazioni fuori luogo: ecco lo zampino di Novello ferito, costretto alla longevità.

Mrnovelloprecoceebello_cosebelle_01
Per sua -e nostra- fortuna, nel 1934 Michel Flanzy, fallendo nel tentativo di trovare un metodo di conservazione dei mosti (le celle frigorifere non esistevano), scoprì che chiudendo i grappoli ermeticamente in recipienti saturi di anidride carbonica si otteneva rapidamente un vino dalla facile beva. Benvenuta Macerazione Carbonica, salvatrice di Novello. Con questa tecnica, infatti, le uve appena vendemmiate, giovani, lucenti e profumate, senza essere pigiate o diraspate (Novello odia essere toccato o manipolato, è un purista), vengono lasciate a macerare in assenza di ossigeno fino a 20 giorni, ad una temperatura di 30-35 gradi. Queste condizioni estreme e trasgressive (in gruppo, al buio, sniffando gas a temperature caraibiche) innescano una fermentazione alcolica intracellulare che libera dalla polpa e dalla pelle degli acini aromi secondari estremamente fruttati e accelera il normale processo di vinificazione. Il nostro eroe trasfigura, evolvendosi in liquido senza interventi esterni.
Dopo aver così bruciato le tappe, Novello, in un batter d’ali, si ritrova vino, pronto, vivace, morbido, con la chiara memoria del frutto che fu. Il nettare che si ricava è una sorta di essenza d’uva, di frutto, una sorta di ibrido, un vino che freme e non vede l’ora di saltarci in bocca.
Questa freschezza ed armonicità porta con se, per converso, una struttura pressoché inesistente, una gradazione alcolica sugli 11 gradi e l’incapacità di durare nel tempo. Novello va gustato subito, entro massimo 6 mesi dalla commercializzazione che per legge è fissata al 30 ottobre (delestage day!!!) successivo alla vendemmia (fino a pochi anni fa era il 6 di novembre ma pare che la lobby dei Novelli sia riuscita a far anticipare il termine).
I Dorian Novelli possono appartenere a qualsiasi vitigno, a bacca rosso o bianca (anche se meno frequente) e sono sinonimo di festa. Sanciscono l’inizio annata enologica, aprono le danze delle feste autunnali e dei gozzovigli in amicizia. Grazie alla loro armonicità e rotondità vanno giù che è un piacere e trasformano ogni serata in una sinfonia di ilarità.
I Novelli sono la concretizzazione di un sogno di giovinezza e questo è il loro momento. Cercateli, vi aspettano con i loro nomi frivoli (Vinot, Già, Novi, Vello) e le loro confezioni easy, young. Si prestano ad accompagnare piatti leggeri, stuzzichini, castagne, carni bianche e paste.
Trattasi di un’esperienza diversa rispetto al solito abbeveraggio enologico, non troppo in voga in Italia. I nostri palati sono carichi di storia e amano le evoluzioni a fior di papilla ma possono sicuramente apprezzare un fuoco che arde e un sogno che, dopo una rapida esistenza da outsider, trova la sua fruttosa realizzazione.
Non indugiate troppo, Novello ha i giorni contati e come ormai sapete, non sa aspettare. Carpe diem.