Coca Cola per Londra 2012

Londra è una città dove se ti impigrisci in divano per una sera, il giorno dopo ti svegli col senso di colpa per esserti perso l’ennesimo evento, concerto, l’ennesima inaugurazione. Non si può dire che non sia l’ombelico dell’Europa e che non faccia parlare di sé lasciando indelebili ricordi nel cuore di chi ha camminato per le sue strade affollate. Londra però è anche riots, disagi sociali, teen mums, etnie che devono convivere. Non è solo shopping compulsivo e double decker.

Sono almeno 4 anni che ha cominciato il suo restauro per le Olimpiadi, anni che hanno davvero messo a dura prova la pazienza di chi al risveglio trovava bus soppressi, strade bloccate, esercitazioni per la sicurezza, stazioni della tube inagibili per lavori ed intere linee chiuse ogni weekend. Ma sono stati anche anni che hanno “regalato” nuova vita ai quartieri ad est della città, le zone dove si concentrano le strutture sportive per le ormai vicinissime Olimpiadi.

Se possibile, Coca Cola ha reso l’attesa dei Giochi Olimpici ancora più impaziente e la nuova campagna pubblicitaria Move to the beat non fa altro che farmi pensare all’adrenalina che si respirerà in città nelle settimane dei giochi.

A circa 160 giorni dal via, Coca Cola e l’agenzia M&C Saatchi rivelano non solo il primo di 6 spot ma anche il Beat Wall ad Hackney, una parete lunga 25 metri ed alta 10 dove vari street artists hanno espresso con le immagini ciò che l’intera campagna vuole significare: avvicinare i giovani ai Giochi Olimpici attraverso la musica e creare un legame sano tra i teenager e lo sport in generale.

Protagonisti del lungo lavoro di Coca Cola sono Mark Ronson, Katy B e 5 giovani promesse dello sport alle prossime Olimpiadi. Ognuno ha avuto il suo ruolo preciso in questo progetto durato all’incirca 18 mesi, dalla preparazione del concerto la scorsa estate alla realizzazione degli spot.

Tutto è cominciato con Mark Ronson che viene chiamato a creare l’inno Coca Cola per Londra 2012 ed inizia a girare il mondo per registrare i suoni ed i ritmi creati dai vari sport. Tornato a Londra pensa alla giovane rivelazione Katy B come voce per il singolo ed insieme scrivono Anywhere in the world, che viene cantata, suonata e registrata durante un concerto gratis dove Mark in versione direttore d’orchestra dirige i suoni prodotti dai 5 atleti scelti come fossero parte di una moderna versione di orchestra.

Il primo video non mi basta, voglio vedere al più presto tutti gli altri.