Una vecchia casa del centro storico di Modica, gioiello architettonico della Val di Noto, si trasforma da appartamento cuniculare in un accogliente open space capace di svilupparsi efficacemente in lunghezza e trovare nuovo fascino in un sistema di arredo in equilibrio tra piccole citazioni vernacolari e contemporaneità. Indicando una via interessante al recupero di questa tipologia di abitazioni in questo e altri centri storici italiani.

Colpo d’occhio

Chi ci abita: casa vacanze di proprietà degli stessi architetti
Dove: Modica, in provincia di Ragusa
Superficie: 53 m² suddivisi in un vano open space, un bagno e un salotto
Anno di costruzione: Settecento
Anno di ristrutturazione: 2012
Architetti: Studio GUM
Il particolare interessante: Casa Francavilla è una lunga casa corridoio che ottimizza in lunghezza tutte le funzioni dell’abitare

Modica, una destinazione da scoprire

La città di Modica vanta una caratteristica d’eccezione: il suo centro storico è costituito da case rupestri ricavate dalla roccia e quindi ampliatesi progressivamente nello spazio esterno nel corso dei secoli, dando vita a un denso tessuto abitativo fatto di abitazioni coese, come incastrate e interconnesse tra di loro. Oggi, purtroppo, ridare piena vivibilità a questi spazi appare un’operazione complicata: se da una parte lo spopolamento del centro storico favorisce il degrado architettonico, dall’altra la configurazione atipica di questi appartamenti, spesso privi di una sufficiente illuminazione naturale, sembra scoraggiare i più dall’insediarsi in queste vecchie abitazioni.
Per questo, l’intervento che sta dietro alla ristrutturazione di “Casa Francavilla” appare innanzitutto uno sforzo calibrato a favore di una nuova vivibilità: capace di accogliere e indirizzare la luce, di restituire uno spazio il più possibile fluido, e di trovare una nuova piacevolezza in virtù di selezionati pezzi di arredo contemporanei.

Un progetto di recupero totale nel cuore di Modica

A monte, però, c’è ancora un pensiero in più che differenzia questa ristrutturazione dalle altre, trasformandola in un progetto di recupero totale: i due soci di studio GUM che hanno firmato il progetto, Valentina Giampiccolo e Giuseppe Minaldi, non si sono limitati a concepire una ristrutturazione originale per una casa in un centro storico d’eccezione, ma ne hanno anche ripensato una destinazione d’uso compatibile con le possibilità di riutilizzo di questo patrimonio architettonico nel presente. L’appartamento, infatti, è stato acquistato da Giuseppe insieme ad alcuni soci milanesi per essere trasformato in una casa vacanze. L’obiettivo: dopo questo primo esperimento, mettere a reddito l’appartamento così da poter rilevare e ristrutturare nel tempo altre case del centro storico, in un circuito di ospitalità diffusa capace di rispettare le caratteristiche storiche e culturali del territorio ma allo stesso tempo di saperle rileggere e adattare alle esigenze di oggi.

Intuizioni e soluzioni

A fronte di una pianta originaria che suddivideva lo spazio in tante, microscopiche stanze – non dimentichiamo infatti che spazi come questi erano abitati in origine da famiglie numerose –, Studio GUM ha innanzitutto sgombrato il campo da tutti i tramezzi preesistenti, salvaguardando solo i portanti perimetrali. Tutte le funzioni dell’abitare, così, si ritrovano l’una dopo l’altra in una lunga successione: la cucina all’entrata, quindi il bagno e la zona notte, mentre sulla destra una stanza adibita a salotto si allunga verso un’altra esposizione e un altro affaccio. L’intuizione più originale, fare del bagno un luogo di passaggio per la luce mediante la realizzazione di un tramezzo longitudinale e di due pareti vetrate che fanno filtrare quanta più luce naturale, ma che possono, al bisogno, essere chiuse da tende per mantenere la dovuta privacy. Il bagno originario, che era invece collocato nel sottoscala dei vicini, è stato convertito in un ambiente lavanderia.

La cucina

In questa immagine, la cucina realizzata su disegno a fianco della porta d’ingresso dell’abitazione. I materiali utilizzati sono un tributo alla storia locale, come il piano in graniglia di marmo che rievoca i vecchi lavatoi dove le donne si riunivano per lavare i panni. Le ante degli sportelli contenitori sono invece in legno fenolico, una tipologia di compensato particolarmente resistente nonché adatto agli ambienti umidi.

Bagno e rivestimenti
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A fare da contrasto col candore delle pareti, troviamo a terra i pavimenti originari in pietra pece, una pietra locale di natura bituminosa nota per suo colore nero non a caso prossimo all’asfalto. Durante i lavori di ristrutturazione, le lastre originarie sono state smontate e riposate per realizzare un vespaio contro l’umidità di risalita proveniente dalle rocce sottostanti. Infine, tutto il pavimento è stato trattato con apposite cere che gli hanno riconferito il caratteristico tono scuro. In bagno un dettaglio decorativo fa la parte del leone: si tratta di vecchie maioliche siciliane dell’Ottocento che convivono piacevolmente con sanitari contemporanei dal tocco scultoreo a cui si affianca un lavabo di recupero in cemento.

La zona notte

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Alla fine dell’open space, lo spazio per la camera da letto è piacevolmente occupato da un pezzo di arredo importante, un baldacchino essenziale in colore giallo limone (prodotto dall’italiana Xam) che dichiara allegramente la sua presenza e delimita con i suoi volumi lo spazio dedicato al sonno. Sul pavimento, delle botole salvaspazio in legno sfruttano un abbassamento della quota di calpestio dando accesso a spazi contenitori che permettono di stivare a mo’ di ripostiglio valigie o altri oggetti per fare ordine. Seduti sul letto a baldacchino, la vista sull’intero appartamento sottolinea l’originalità delle scelte progettuali. Non solo, infatti, viene esaltata la percezione della profondità dello spazio, ma anche la capacità della luce di filtrare attraverso la parete trasparente che sa anche mettere in risalto alcuni pezzi di recupero – le maioliche, il lavandino in cemento – e alcuni inserti rifatti dagli artigiani seguendo antiche tecniche locali, come nel caso della pietra pece posizionata davanti alle doghe della doccia.

La zona giorno

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In questa immagine, il salotto che si apre sulla destra dell’open space, qui inondato dalla luce delle finestre affacciate sul bel panorama del centro storico. Salta subito all’occhio uno stile di arredo tutto giocato intorno a pochi selezionati pezzi vintage. Valentina e Giuseppe sono infatti due attenti collezionisti che amano privilegiare il design del secondo Novecento ma non disdegnano neanche il recupero di pezzi anonimi e in cattivo stato, come quelli che hanno recuperato dai cassonetti e affidato alle amorevoli cure della loro rete di artigiani per un restauro. Recuperata è ad esempio anche la porta del bagno che con il suo tono di grigio ha ispirato tutti gli infissi rifatti da artigiani locali nel rispetto della tradizione.

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Articolo a cura di Giulia Zappa per Houzz
Cover di Studio GUM