Di Tony Scott.

Uno ha delle certezze. Ad esempio che i vampiri sono fighi, decadenti, alternativi, gli piace il sangue e i cimiteri. I vampiri sono patrimonio della controcultura, insomma Bela Lugosi is dead, ma se era la fine degli anni Novanta e tornavi a casa con un tizio col cerone bianco e occhiaie nere sotto gli occhi a tua madre gli prendeva un colpo, mica si faceva una risata.

Poi, un funesto giorno di Giugno del 2006 si apre il vaso di Pandora e ne esce Twilight, prima libro, poi mon dieu, film. Crollano tutte le tue certezze, ebbene sì, la globalizzazione avanza come la nebbia mefitica del Dracula di Bram Stoker e ci toglie anche loro, creature notturne assetate di sangue, simbolo della potenza dei reietti.


L’ottusa luminosità del fenomeno Twilight fa polvere del mito dei vampiri, rendendolo roba da ragazzine brufolose e urlanti vestite di rosa. Al massimo portano a casa alla mamma il sosia nostrano di Robert Pattinson e lei ci fa pure sopra un pensierino. Il sistema ripulisce il vampiro, lo fa belloccio, patinato, muscoloso e vegetariano. In poche parole gli toglie le sue uniche ragioni di esistere: il sangue e il sesso.

Vorrei tanto prendere una di quelle ragazzine e metter loro davanti Gary Oldman, versione Dracula di Coppola, con tanto di parruccone e nine inch nails, oppure stadio terminale pipistrellone con l’alopecia e vedere se strepitano per un suo morso. Vorrei somministrare loro una mia personale cura Ludovico, farmaco pro-nausea e Twilight on and on e poi rieducarle ad una visione corretta e intimorita del Principe delle Tenebre. Chissà se verrebbe considerato un atto passibile di persecuzione penale.

Oggi, per completare l’Operazione Nostalgia, partiamo da un grande classico anni Ottanta ad opera nientepopòdimenoche del fratellino minore di Ridley Scott, Tony. Nel 1983, Tony inizia la sua carriera con questo bel film, poi, tre anni dopo, con nostro sommo dispiacere, passerà anche lui al nemico (le ragazzine brufolose) e girerà Top Gun. Non tutto è perduto però perché proprio grazie all’esordio bomba con Tony, il bel Tom Cruise sarà poi nel 1994 uno dei più affascinanti e crudeli vampiri della storia del cinema, ovvero Lestat, in Intervista col Vampiro.

Ma basta divagazioni. Miriam si sveglia a mezzanotte è un film cult in cui ritroviamo i veri vampiri: aristocratici, spietati, sensuali e affamatissimi. La Regina dei non morti è qui la più algida e sexy delle attrici francesi: Catherine Deneuve. Il suo Principe delle Tenebre è invece l’immortale camaleonte della storia del rock: David Bowie. Già questo basterebbe ad invitarvi alla visione. Inoltre David Bowie-vampiro non è una delle cose più erotiche che riuscite ad immaginare?

A completare il triangolo si aggiungerà una giovanissima Susan Sarandon, oggetto delle attenzioni sessuali (e gastronomiche) della Deneuve.

Gli abiti sono di Yves Saint-Laurent, la colonna sonora dei Bauhaus, che compaiono anche tutti insieme all’inizio del film, Iggy Pop, ma anche Bach e Schubert.

Il film è spinto, vita e morte, sangue e colombe, innocenti vergini divorate nella penombra, ville gotiche avvolte nelle tenebre, musica classica struggente, morsi sul collo, abitini strizzati da vedova nera, magliette bianche indossate senza reggiseno, scene di sesso lesbo-chic, pelle, rivoli di sangue agli angoli della bocca, fame, astinenza, amori che valgono l’eternità. Proprio come dovrebbe essere un vero film di vampiri. E adesso ditemi voi chi è il vostro succhiasangue preferito, ragazzine.

Children, go drink your blood and bite your mama goodnight.