Questa è una storia di donne, in cui però, anche ai signori uomini, va riconosciuto il giusto ruolo. C’era una volta l’hotel de rendez-vous LE BERGER, storico esempio di architettura art déco, eretto nel 1935 a Bruxelles e gestito per oltre 40 anni, con la proverbiale “diligenza del buon padre di famiglia”, dal signor Mertens. Dopo la chiusura, la minaccia di demolizione si fa concreta. Almeno fino a quando la consulente di progetti culturali Isabel Léonard non prende a cuore la vicenda: è lei a mobilitarsi affinché un lieto fine possa essere scritto. Sulla sua strada compare Jean Michel André, manager di un gruppo alberghiero, già proprietario a Bruxelles del The White Hotel. La buona notizia arriva all’ inizio del 2010, con l’acquisto da parte società di André dell’hotel Le Berger.

L’intervento di recupero dell’edificio viene affidato ad un team di progettiste, l’architetto Olivia Gustot , artefice della ristrutturazione e l’interior designer svizzera Martina Nievergelt. Dopo 18 mesi di lavori, a partire da sabato prossimo, 28 gennaio 2012, sarà di nuovo possibile soggiornare in questo luogo dalla forte identità. Nessuna delle 50 stanze originarie, 10 per ciascuno dei 5 livelli, è stata eliminata. Tutte sono ora in linea con gli standard di comfort e sicurezza previsti nelle strutture ricettive contemporanee: sono state dotate di connessione wi-fi, di impianti home automation  e  di bagno privato.

Ogni dettaglio dell’intervento è in grado di rievocare le suggestioni degli anni Trenta, a partire dagli arredi originali, in gran parte restaurati e ricollocati. Pareti e soffitti sono stati rivestiti con carte da parati dai pattern floreali, geometrici o astratti; tutti gli impianti sono stati schermati con gli stessi motivi grafici. Qualche tocco di mistero e possibili déjà vu possono accompagnare il soggiorno. Per accendere la luce, il gesto da fare è lo stesso degli inizi del secolo scorso, quando si ruotava l’intero quadrante dell’interruttore elettrico. Stessa filosofia per attivare la lampada da lettura sopra al letto: basta tirare il filo da cui pende una frangia in stoffa.

Omaggio alle donne anche nella definizione delle stanze: dieci nomi femminili, Chloé, Matilde, Eloide, Lola, Camille, Manon, Antoinette, Ambre, Blanche e Jeanne, sono ripetuti cinque volte, in ciascuno dei vari livelli (ad esempio, le camere 101, 201, 301, 401 e 501 si chiamano tutte “Chloé“).

E’ prevista ad aprile 2012 l’uscita del libro “Le Berger, memories of a rendez-vous”, un volume in cui le vicende dell’edificio saranno ripercorse grazie alle ricerche compiute da Isabel Léonard e alle fotografie di Marie-Françoise Plissart, l’ennesima donna di questa storia.

HOTEL LE BERGER
24, rue du Berger
1050 – Bruxelles
50 stanze, da 120 a 150 €

Photo credits: Hotel Le Berger © Marie-Fraçoise Plissart