Tre donne, tre progettiste e una città: Milano. Ecco l’essenza di Ambrosiana, una collezione che rende omaggio alla città-simbolo del design internazionale,  muovendosi tra memoria e sperimentazione. Realizzata da maestranze artigiane, milanesi e brianzole, sarà presentata in un “dialogo aperto” con i capolavori dei grandi designer milanesi, ovvero tramite un allestimento curato in sinergia con Spazio 900, indirizzo meneghino di punta per il modernariato e il vintage design. In attesa di vedere dal vivo, durante l’imminente Milano Design Week, come dal gusto per le citazioni e dall’impiego di materiali tradizionali siano nati nuovi oggetti e arredi, abbiamo incontrato le artefici del progetto.

Cosebelle: Ambrosiana nasce dall’incontro tra Cristina Celestino, Serena Confalonieri, Elena Salmistraro: un’autopresentazione per luoghi.

Cristina Celestino: Ho studiato a Venezia. Nel mio cuore la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (uno scrigno prezioso caduto dal cielo), la Fondazione Querini Stampalia con l’intervento di Carlo Scarpa e i giardini della Biennale. Legato a quel periodo della mia vita e alla città il mio progetto di tesi “Un carcere femminile a Venezia”. A Firenze mi sono trasferita subito dopo la laurea.  Ricordo le ore trascorse al Museo della Specola, a Piazza Santo Spirito e la facciata Albertiana di Santa Maria Novella. Non dimenticherò l’esperienza progettuale allo studio dell’Architetto Carmassi. Il mio soggiorno a Roma è stato molto breve. L’edificio che voglio ricordare è il Tempietto di San Pietro in Montorio del Bramante. La città magnifica e malinconica con le grida di gabbiani che accompagnavano i miei risvegli e le sue rovine sacre è stata il mio trampolino per il trasferimento a Milano nel 2010. A Milano ha visto la luce il mio progetto Attico, complice l’aria di progettualità e design che si respira in città. Tra i primi amori la Triennale con il Parco Sempione e l’Arco della Pace e Villa Necchi Campiglio.

Elena Salmistraro: Sin da piccola ho avuto la fortuna di vivere in centro a Milano, a stretto contatto con i suoi luoghi storico- artistici di altissimo valore, che hanno inevitabilmente influenzato le mie progettazioni. La maestosità dell’opera più importante dell’architettura gotica in Italia, il Duomo di Milano, ancora oggi mi emoziona e mi ispira.

Serena Confalonieri: Milano, Barcellona e Berlino: le tre città in cui ho vissuto. Milano: le architetture di Gio Ponti ed il Planetario di Portaluppi. Barcellona: tutta l’architettura Art Nouveau, il Raval e Mies van der Rohe. Berlino: gli edifici su Frankfurter e Karl Marx Allee, la base militare abbandonata di Teufelsberg.

CB: Due milanesi e una milanese d’azione, dunque. Qual è la relazione tra la città di Milano e i progetti che presenterete alla MDW, viste le diverse competenze e inclinazioni?

Serena: Ho lavorato partendo dall’aspetto grafico di alcuni dettagli della città. In particolare mi ha sempre affascinato l’effetto visivo delle vetrate delle chiese, i colori accesi che si smaterializzano fino a diventare luce diffusa: per questo in uno dei miei progetti, Santissimi, ho deciso di utilizzare l’antica tecnica del vetro a piombo per ricreare propri quel tipo di effetti, utilizzando però dei segni grafici contemporanei. E sempre a questo tipo di atmosfere si rifà anche l’altro progetto, Cattedrale: anche qui la grafica diventa il tramite attraverso cui creare atmosfere fatte di trame e sovrapposizioni.

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Santissimi, un progetto di Serena Confalonieri

Elena: Adoro il dinamismo della mia città, il suo incessante fare, disfare, muoversi, creare, che è lo stesso che caratterizza il mio modo di lavorare. Questo senso di appartenenza mi ha fatto da subito appassionare al progetto Ambrosiana, che ho seguito ispirandomi a due simboli milanesi: le celebri guglie gotiche del Duomo e le tipiche fontanelle verdi in ghisa, conosciute con il nome di Vedovelle, rivisitate in chiave contemporanea utilizzando il vetro borosilicato, che conferisce agli oggetti una leggerezza visiva.

Cristina: Ho ragionato su una trasfigurazione di materiali comunemente usati nella città (ad esempio il vetro stampato degli infissi “vecchia Milano”) Per la collezione di specchi Obei Obei mi sono soffermata su un materiale comunemente usato nella città: il vetro stampato degli infissi “vecchia Milano”. Con il progetto Velasca invece continuo la mia ricerca sul vetro borosilicato, applicando ai prodotti uno studio sui volumi della omonima torre-icona creata dal gruppo di architetti BBPR. Nello specifico, ho reiterato il  profilo dell’edificio creando una collezione di bicchieri e ciotole racchiusi uno dentro l’altro, caratterizzati da una sabbiatura opportunamente studiata che si dissolve come nebbia a contatto con il contenuto. L’ultimo progetto, dal nome Miuccia, porta idealmente in scena una sfilata di silhouette femminili. Si tratta di una collezione di vasi e brocche in ceramica che rendono omaggio alla stilista milanese. La sfida è stata arrivare a dei prodotti esteticamente ricercati, caratterizzati da un potere evocativo ed emozionale molto forte.

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Miuccia, un progetto di Cristina Celestino

CB: La connotazione femminile di Ambrosiana è una casualità o un punto di forza del vostro collettivo e della riflessioni sulla città che proponete?

Serena-Elena-Cristina: La connotazione femminile del progetto Ambrosiana è un nostro punto di forza. Tutte e tre lavoriamo attraverso un approccio delicato e trasversale: ognuna a suo modo è riuscita ad usare materiali e segni grafici in un nuova prospettiva aggiungendo in ogni progetto nuove sfumature di significato. Il nostro approccio non  è stato strettamente funzionale, ma ha cercato le sue radici nella memoria per poi diventare gesto.

CB: Milano e le donne: chi sono, se ci sono, i vostri riferimenti al femminile legati al capoluogo lombardo?

Serena-Elena-Cristina: Gae Aulenti, friulana e milanese d’adozione, architetto e designer. Ricordiamo le sue bellissime lampade per Martinelli (Pipistrello) e Fontana Arte (Rimorchiatore). Nanda Vigo, eclettica designer, architetto e artista, fautrice anzitempo della integrazione delle arti e sperimentatrice curiosa. I suoi progetti coinvolgono le spettatore che non è utente passivo, ma attore e fautore del prodotto finale.  Nella nostra esposizione sarà presente la rara lampada per Arredoluce Golden Gate. L’originalità della lampada consiste nell’uso di un led rosso nel cilindro della base. All’epoca (1970) quei led erano usati solo dalla Nasa e Lelli, fondatore di Arredoluce, si era recato in America per acquistarli. Miuccia Prada, stilista ed imprenditrice, ha portato, insieme al marito, il marchio milanese al successo internazionale. Pionieristica nel suo approccio alla moda, che la porta a collaborare con architetti innovativi come Rem Koolhaas ed Herzog & De Meuron ed artisti.

Nanda Vigo, "Golden gate"

Golden gate, un progetto di Nanda Vigo

CB: Cosa troverà chi varcherà la soglia di Spazio 900 durante la Milano Design Week?

Serena-Elena-Cristina: Nello showroom di via Archimede metteremo in scena un dialogo tra i nostri progetti ed una simbolica selezione dei grandi designer originari di Milano. Non vogliamo creare paralleli tra il nostro lavoro e quello dei maestri; il nostro intento è più didascalico. Attraverso scene monografiche allestiremo le tre vetrine su strada: Elena metterà i suoi pezzi in vetro, leggeri e trasparenti su un tavolo in marmo di Angelo Mangiarotti, gli oggetti di Serena dialogheranno con gli arredi di Gio Ponti, mentre i miei (Cristina, ndr) progetti saranno illuminati dalla lampada Golden Gate di Nanda Vigo. Nella seconda parte dello showroom altre “scene” che avranno come protagonisti Achille Castiglioni, Joe Colombo, i BBPR, Osvaldo Borsani e Alessandro Mendini vedranno l’accostamento con alcuni dei nostri progetti più significativi: le ceramiche di Elena, un tappetto di Serena e alcuni miei oggetti in vetro. Cogliamo l’occasione per ringraziare Spazio900 che ci ha concesso gli arredi e i pezzi rari ed ha reso possibile la presentazione del progetto Ambrosiana.

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Vedovelle, un progetto di Elena Salmistraro

CB: Ci salutiamo con nostra domanda di rito. Qual è una cosabella per voi?

Serena: Marcello Mastroianni
Elena: La street art
Cristina: Bianca, la mia bambina di 8 mesi.

Ambrosiana

facebook | Dove&Quando: Milano, Via Archimede n.6, dal 7 al 14 Aprile 2014
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