Il fotografo che ci spia

E’ uno di quei fotografi a cui piace molto spiare, coglierti impreparato, in situazioni imbarazzanti, volgari o anche molto buffe.

Il primo progetto che l’ha reso famoso è stato realizzato nella giungla di grattacieli di Hong Kong.

Si tratta di immagini molto ravvicinate delle finestre dei palazzi della città, in modo tale che sembrino dei pattern sempre diversi, variopinti e cosí fitti, tanto da sembrare inverosimili.

Ad accompagnare questa serie chiamata ‘Architecture of Density’ non poteva mancare ‘The Back Door’ con cui ci racconta chi vive dietro quel groviglio di finestre.

Per quest’altra serie mi viene naturale citare Battiato quando dice: ‘nelle metro giapponesi oggi macchine d’ossigeno’.

Questa serie di immagini, intitolate ‘Tokyo Compression’ sono state realizzate nella metro di Tokyo,durante naturalmente,le ore di punta, coglie i volti dei viaggiatori compressi tra di loro.

Il senso di claustrofobia è alto e lo spazio vitale assente. In quel momento speri solo che la canzone sia vera.

A tutti e noi sará venuto in mente di scaricare immagini delle web cam sparse per il mondo. Ecco lui ha realizzato due progetti molti divertenti. Scaricando,dalla rete, alcune delle immini più buffe riprese dalle web cam di google earth, appunto.

Scoprendo cosí che molti passanti indirizzavano il santo dito medio verso la telecamera, cosí a pensato bene di dedicare un libro solo per loro dal titolo ‘fuck you google street view’.

I lavori sono molti altri e li potete trovare qui.