Il futuro è di chi legge

Voi viaggiate con i mezzi pubblici? E sui mezzi pubblici che cosa fate? Leggete? Dormite? O state ad osservare cosa fanno gli altri?
Benedetta e Cristina de Il cesto dei tesori, guardandosi intorno durante i loro viaggi quotidiani in metropolitana, tra un libro e un altro, si sono accorte di quanti pochi pendolari, occasionali e non, trascorrano i propri viaggi leggendo. E il problema non riguarda solo i tragitti in metro: siamo sempre in meno a leggere anche alla fermata del tram, prima dell’inizio della lezione in università o in pausa pranzo.
Tablet e cellulari hanno un po’ scardinato le vecchie e sane abitudini ma a me vedere gente che legge aspettando il proprio turno in coda alle poste manca un po’. Come ricordano le ragazze del Cesto dei tesori, Gianni Rodari si augurava che tutti leggessero, non per diventare poeti o letterati, ma perché nessuno fosse più schiavo, e allo stato attuale delle cose questo mi preoccupa un po’.


Metro Readers nasce circa un anno fa come rubrica fotografica settimanale di testimonianza: un reportage del numero di lettori che, di settimana in settimana, Benedetta ha incontrato durante le sue scorribande metropolitane. Con il passare dei mesi, e i pochi lettori incontrati, però, la rubrica diventa una campagna di guerrilla marketing a tutti gli effetti, con tanto di mille stickers sparsi per la città (Milano) e un video virale di tutto rispetto.

Se volete rendervi utili, e vi capita di incontrare qualche esemplare di questi lettori in via di estinzione, segnalatelo immediatamente!

Il progetto è firmato Il Cesto dei Tesori OCa, con le immagini di Origami Videography
(ed è un’idea talmente semplice e bella che vorrei averla avuta io).

Photo Credits: OCa