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Titolo: Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi
Regista: Brad Silberling
Meryl Streep è zia Josephine
Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi sviluppa la trama dei primi tre libri del ciclo narrativo “Una serie di sfortunati eventi” scritti da Lemony Snicket, all’anagrafe Daniel Handler. I tre fratelli Baudelaire (Violet, Klaus e la piccola Sunny) sono piccoli geni in erba che rimangono orfani e grazie alla loro astuzia riescono a sciogliere tutti i tranelli del Conte Olaf, il loro parente più prossimo e, ovviamente, cattivo e senza cuore.
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Zia Josephine viene interpretata ottimamente da Meryl Streep che si cala fino in fondo nel ruolo della giovane avventuriera, trasformatasi oramai in una vecchia fobica, che abita sopra un’oscillante palafitta in cima ad una collina su Lago Lacrimoso. Non riusciamo a collocare in modo preciso il personaggio, un po’ per via dei costumi e della scenografia, che sono davvero bellissimi, un po’ per via degli atteggiamenti che l’attrice assume: ha l’aspetto di una zia un po’ anziana che ha paura di tutto, meno che delle regole grammaticali, ma soprattutto teme le cose nuove e moderne, come gli elettrodomestici.
“Mi sono innamorata di questo personaggio che ha paura di tutto – ha detto Meryl Streep – perché fino ad un certo punto, anch’io sono così, anzi tutti in fondo siamo un po’ così, spaventati dalla tecnologia”
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Il film inizia con le parole del narratore, interpretato da Jude Law:
Questa è la storia di Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, tre fratelli la cui terribile sorte e le triste avventure non vorreste sentire. Cari bambini, siete ancora in tempo per cambiare sala cinematografica e andare a vedere un film sugli elfi a lieto fine.
Di sicuro non è la solita storia con lo scontatissimo finale del “e vissero tutti felici e contenti”, ma una sgradevole fiaba – per adulti e bambini – in cui i tre piccoli fratelli Baudelaire riusciranno a sopravvivere ad un mondo di adulti impauriti, strani e scapestrati, perché ” sono quel genere di persone che sanno che c’è sempre qualcosa. Qualcosa da inventare, qualcosa da leggere, qualcosa da mordere. E qualcosa da usare per creare rifugio, per quanto piccolo”. Un film in cui i protagonisti sono gli affetti che legano i tre fratelli, che trovano “casa” semplicemente stando insieme e la voglia di essere indipendenti e sapersela sempre cavare senza l’aiuto degli adulti.
La grammatica è la più grande gioia della vita. – zia Josephine

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Illustrazione di copertina di Marta Bi