Dalla forma alla sostanza, un alimento simbolo della vita.

Quale settimana migliore per parlare delle uova? In questi giorni siamo invasi dalla “forma” dell’uovo, di cioccolato o di zucchero,  decorato in mille fogge, perché è la sostanza stessa della nuova vita che nasce, della primavera, dono di buon augurio sin dai tempi degli Egizi, che lo consideravano il fulcro dei quattro elementi dell’universo; è stato sempre presente come simbolo in tutte le culture, dalla persiana, alla greca, alla cinese, per arrivare fino alle pregiate uova decorate di Fabergé, da cui si diffuse la tradizione dell’uovo con “sorpresa” all’interno.

Ma tornando “ab ovo”, le comuni uova di gallina si prestano anche da sole a mille tipi di cotture: alla coque, sode, strapazzate, fritte, alla stracciatella, in camicia e persino famosi chef ne hanno fatto dei cavalli di battaglia (cfr. il tuorlo d’uovo marinato di Carlo Cracco).

Nei suoi molteplici abbinamenti come non menzionare, tra le ricette semplici semplici, la pasta alla carbonara, le rustiche frittate in cui è praticamente possibile aggiungere di tutto, o le più raffinate (e meno complicate da girare) omelette con verdure e formaggi. Tra le ricette salate in cui riciclare le uova prossime a scadenza ci possiamo sbizarrire anche con quiches, crepes, frittelle e per il dolce… beh, che torta sarebbe senza uova?

Verrebbe da dire: “Datemi un uovo e vi cucinerò un mondo!”

Ma mi raccomando: cercate di acquistare uova di galline allevate a terra, non lavatele, conservatele in frigo e soprattutto… non mangiate i gusci fritti!