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St. Louis, 1957. William Masters è un affermato ginecologo specializzato in fertilità e disfunzioni riproduttive. Grazie alla cura e precisione con cui aiuta le donne a procreare ha contribuito alla fama dell’ospedale universitario in cui lavora. Tuttavia il vero campo di interesse del dott. Masters non è la ginecologia: egli fin da giovane è ossessionato dalla sessualità umana, dai meccanismi fisici e cerebrali che procurano il piacere… un argomento tabù e scabroso per l’America bigotta di fine anni 50’. L’unica a credere in Masters e ad appoggiare la sua ricerca è la sua neo segretaria/assistente Virginia Johnson. Insieme i due avviano di nascosto le prime analisi dei comportamenti sessuali all’interno di un bordello, poi – ottenuta l’autorizzazione dal rettore dell’ Università –  nella stanza numero 5 della Washington University. Qui, attraverso l’osservazione diretta di “volontari” impegnati in rapporti sessuali promiscui o nella masturbazione, William Masters e Virginia gettano le basi della sessualità moderna, demolendo miti, teorie (anche quella di Freud sull’orgasmo clitorideo!) e pregiudizi radicati nella cultura dell’epoca.

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Con Masters of Sex l’emittente americana Showtime (quella di Homeland, Dexter e Shameless) mette a segno l’ennesimo colpaccio. La serie scritta da Michelle Ashford, si basa sulla biografia di Thomas Maier dedicata alla vita e al lavoro dei veri William Masters e Virginia Johnson, considerati oggi all’unanimità i pionieri del sesso moderno. Il telefilm ovviamente non ne ripercorre solo la storia professionale; il racconto del progresso della loro ricerca procede di pari passo con quello delle vicende private di William e Virginia e di tutta una serie di altri personaggi che ruotano intorno alle loro vite. Così ad esempio scopriamo che William è incapace di ammettere la sua impotenza e regalare un figlio all’elegante moglie, con la quale è intrappolato in un matrimonio senza passione. A sua volta Virginia deve fare i conti con il suo ruolo di madre single di due bambini, e di donna emancipata (anche e soprattutto sessualmente) e ambiziosa all’interno di una società perbenista come quella di quel periodo.

Masters of Sex è, infatti, il ritratto di un’epoca popolata di casalinghe frustrate che non conoscono il significato della parola “orgasmo”, di mariti e mogli che dormono in letti separati o giovani coppie che pensano che per riprodursi basta giacere nello stesso letto. Sarà proprio il lavoro di William Masters e Virginia a preparare le basi per la rivoluzione sessuale e femminista che travolgerà l’America negli anni 60’. Impossibile non menzionare i due attori protagonisti, la cui interpretazione contribuisce a rendere Masters of Sex un prodotto televisivo davvero unico e speciale. L’inglese Michael Sheen è un perfetto William Masters: rigido, schivo, presuntuoso, narcisista, ossessionato dal lavoro e apparentemente incapace di una vera relazione sentimentale. Un personaggio affascinante e tormentato da scoprire episodio dopo episodio (Don Draper docet!). Impeccabile anche l’interpretazione della bellissima Lizzy Caplan, la cui parte sembra esserle stata cucita addosso. Se si aggiungono le atmosfere alla Mad Men, i costumi e le ambientazioni raffinati, e la capacità di parlare di sesso in maniera originale e spesso anche divertente, diventa impossibile non definire Master of Sex il miglior nuovo show televisivo di questa stagione!

Lizzy Caplan in "Masters of Sex"

 

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