Di Ernest Van Der Kwast.

Quello dei figli di genitori imbarazzanti è un popolo in continua espansione. Oggi, finalmente, uno di loro ha raccolto il coraggio necessario a denunciare le pluriennali vessazioni subite in un libro esilarante, edito da ISBN Edizioni e firmato da una promettente penna indo-olandese, sotto lo pseudonimo di Ernest Van Der Kwast, cioè lui:

Che le madri abbiano da sempre contribuito a innalzare a nuove vette il significato di “vergogna” lo si impara fin da piccoli quando, davanti alla vostra prima fidanzatina, si chinano minacciose su di voi per pulire dalle vostre guance residui di cioccolato invisibili all’occhio umano, e lo fanno con la (loro) saliva. Oppure, quando festeggiano il vostro avvenuto ingresso nella pubertà comunicando l’evento a mezzo stampa e a reti unificate. Nessuno può davvero dirsi estraneo ad eventi come questi, eppure, nonostante le vostre madri  mettano tutto l’impegno che possiedono per rendervi ridicoli di fronte alla società civile, loro non arriveranno mai neppure a sfiorare la fuoriclasse della categoria, Veena Van Der Kwast, nemmeno se si presentassero al vostro matrimonio travestite da mamma-mummia di Psyco.
Sì, perché la madre del nostro protagonista, nonché autore del libro, è indiana, mentre le vostre mamme no.
Leggendo questo libro imparerete che le mamme indiane hanno una marcia in più nel far arrossire i figli, nel sottomettere i propri mariti ignari e olandesi, nel mettere in fuga i venditori porta a porta, nel trovare espedienti per viaggiare gratis, nel fornire nuovi ed inquietanti usi della cucina piccante e nel vincere il record del maggior numero di valigie presentate al check-in dell’aeroporto.
Oltre a mettervi in guardia dallo sposare una donna indiana e soprattutto dal farne da figlio, Ernest ci regala un pittoresco, geniale, divertentissimo affresco della sua famiglia, che si specchia nella sua scrittura colorata e intelligente, in cui il nord e il sud del mondo si incontrano, scontrano e in fondo arricchiscono. Una famiglia atipica come lo sono in fondo tutte le famiglie, con tre figli maschi, di cui uno, quasi un Forrest Gump postmoderno, non ha il dono di correre, ma solo quello di imprecare e starnutire. Un padre buono, mite, innamorato, che paga di nascosto i venditori che la madre mette alla porta e a tavola tiene le braccia strette al corpo per non inquinare con l’odore delle sue ascelle il pollo tandoori cucinato dalla moglie.
Un caleidoscopio comico di eventi e persone a tratti surreale e poetico, scritto con sapienza da un trentenne che ancora guarda il mondo con l’innocenza promettente dell’infanzia.
Se ancora non siete convinti fate un salto nel bellissimo minisito dedicato da ISBN al libro Mama Tandoori e provate a sfidare la mamma di Ernest rispondendo con i vostri video al quesito “Hai anche tu una famiglia imbarazzante?

Insomma, questo libro ha ricevuto delle ottime recensioni, tranne quella di una persona: la mamma dell’autore, che consiglia vivamente al figlio di tornare a studiare economia. Purtroppo per Veena anche un altro fatto è assodato: i figli sono nati per disubbidire.