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Come la fine di un anno scolastico, anche quest’ultimo giorno prima della pausa estiva di Cosebelle porta con sè piccole e grandi considerazioni sull’anno che è stato ma soprattutto su quello che verrà. Una specie di bilancio dei mesi passati, intervallati con costanza da storie di giovani creativi che non si sono lasciati appiattire da incertezze ed orizzonti nebbiosi. Non importa che la storia cominci in Inghilterra, in Finlandia o in America, ciò che emerge da tutte le storie di due anni di Walking in My Shoes è che difficilmente si è pronti a rinunciare ai propri sogni, ed è questa la strada che sta percorrendo anche Silvia Fabiani, designer che ha fondato il marchio di calzature maisonderrière e con la quale abbiamo parlato un po’.

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COSEBELLE: Dopo aver guardato il tuo sito, sono molto curiosa di sapere qual è stato il tuo percorso e quale “maison calzaturiera milanese” ti ha ispirata così tanto da dedicarti totalmente alle calzature, visto che non è un settore semplice soprattutto per quanto riguarda il design della scarpa, perché implica profonde conoscenze tecniche che normalmente gli istituti di moda non forniscono.

SILVIA FABIANI: Dopo aver studiato al liceo artistico in Trentino, dove sono nata, mi sono trasferita a Milano per frequentare lo IED. La formazione, come hai detto giustamente tu, era principalmente destinata all’abbigliamento, tranne un breve corso di accessori (borse e scarpe) tenuto da Andrea Incontri che mi ha aperto gli occhi su questo settore meno considerato (soprattutto dai giovani studenti di fashion design desiderosi di diventare dei grandi stilisti). Ho sempre avuto grande stima di lui come insegnante e designer ed ora che vedo le sue collezioni sfilare alla Milano Fashion Week la mia ammirazione è ancora maggiore. Decisa ad intraprendere la strada delle calzature, a Milano ho trovato il posto di lavoro ideale per me: rose’s roses è un piccolo brand di scarpe artigianali dal gusto retrò per cui ho lavorato cinque anni, imparando tutto quello che si poteva imparare grazie alla titolare che mi ha preso sotto la sua ala. Ho potuto esprimere la mia creatività di designer ma soprattutto seguire l’intera filiera produttiva (ricerca stile e tendenze, creazione del campionario, sviluppo della produzione e campagna vendita). Dopo l’esperienza da rose’s roses ho deciso di frequentare la scuola di modellista di calzature ArsSutoria di Milano (dove ho conosciuto Cristina Palomo di Freda Salvador): è fondamentale per un designer capire come nasce una scarpa e quali sono i limiti strutturali ma soprattutto è fantastico poter rendere concreta un’idea che sta nella tua testa, senza tramiti. Credo che frequentare il corso ArsSutoria sia stato un ottimo investimento su me stessa perchè ad oggi le scarpe che disegno riesco a realizzarle da sola.

Successivamente io ed il mio compagno ci siamo trasferiti nell’Oltrepò Pavese, ho lasciato il lavoro a Milano per avviare la mia attività (chi non sogna di avere un proprio marchio?) e in un anno ho rivoluzionato la mia vita.

Tornando alla domanda, Andrea Incontri mi ha sicuramente fatto innamorare del meraviglioso mondo degli accessori, mentre la mia gratitudine va a Rosa (rose’s roses) per avermi insegnato tanto su questo lavoro.

CB: Ci racconti come hai scelto il nome maisonderrière?

SF: La storia del nome è piuttosto bizzarra: da adolescente ero una grande fan dei Simpson, ricordo una puntata in cui si scopriva che a Springfield c’era un bordello chiamato appunto maisonderriére e a me era piaciuto talmente tanto che mi sono detta: se un giorno farò un mio marchio si chiamerà maisonderrière. Non per questo il mio brand ha dei riferimenti alle case chiuse o ai Simpson ma a distanza di anni il nome si è rivelato molto adatto e rivelatore, visto che ora abito in una meravigliosa casa in collina in un paesino nascosto, quindi per me simboleggia la casa nascosta, la casa dietro.

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CB: Come funziona maisonderrière? Fornisci alle tue clienti un campionario da cui scegliere e poi lavorate insieme su materiali, colori ed accessori?

SF: L’idea è quella di creare scarpe totalmente personalizzate, dal disegno della tomaia fino ai materiali e colori. I modelli che si possono vedere sul mio sito fanno parte di un piccolo campionario che ho realizzato per dare alla cliente uno spunto e far capire il genere di scarpe che faccio. Purtroppo sempre più spesso le richieste che mi arrivano sono proprio di modelli esistenti (quelli che propongo io) perchè si fa sempre più fatica a giocare con la fantasia ed immaginare delle scarpe solo disegnate, che ancora non si possono vedere e provare… peccato!

In ogni caso mi fa piacere poter accontentare le clienti creando scarpe comunque personalizzate (perché portano le iniziali del nome sotto la suola), create per occasioni speciali o da abbinare ad abiti particolari.

CB: Qual è il prezzo medio di un paio di scarpe e quali sono le tempistiche di realizzazione?

SF: Generalmente i tempi di realizzazione sono sui 30 giorni ed il prezzo si aggira intorno ai 300 euro. Bisogna considerare che sono pezzi unici fatti a mano su ordinazione con un’ampia possibilità di personalizzazione quindi tutti i materiali sono ordinati in base alle richieste della cliente. Ovviamente non posso competere con i marchi noti, ma sicuramente posso garantire la comodità e l’origine totalmente italiana.

CB: Come promuovi maisonderrière e come ti avvicini a nuove potenziali clienti?

SF: Al momento i miei canali sono internet e il passaparola. Sono però alla ricerca di piccole boutique che vendono marchi artigianali e su misura. Non mi dispiacerebbe inserirmi nel giro dei mercatini, non per forza in Italia… Magari in Francia, terra che amo.

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CB: Qual è il materiale che preferisci utilizzare nelle calzature?

SF: Se dovessi seguire il mio gusto personale tutte le scarpe sarebbero di vitellino nero perché amo i pellami opachi e dall’aspetto naturale. Il mio stile è minimale, mi piacciono le linee pulite ed essenziali, per questo il nero e tutte le sue sfumature si sposano bene (la scarpa nell’homepage infatti è quella che più mi rappresenta). Comunque oggi le concerie creano dei pellami eccezionali, morbidi, belli e dai colori accattivanti… c’è l’imbarazzo della scelta! Sicuramente il miglior materiale per le calzature di questo tipo è il capretto perchè garantisce morbidezza.

CB: Stai lavorando ad altri progetti  in contemporanea a maisonderrière?

SF: Attualmente sto collaborando con due ragazzi (lei estone e lui indiano) che hanno un marchio di borse molto belle chiamato Elga Jazz. Io mi sto occupando di realizzare la loro prima collezione di scarpe SS14.

Un altro progetto molto importante per me è la collaborazione con l’artista Stefano Bressani, tra qualche mese uscirà infatti la collezione “maisonderrière – Stefano Bressani, sculture vestite” che consiste nella fusione tra arte e moda con la nascita delle Skultoshoes. Saranno scarpe da collezione, numerate come vere opere d’arte ed abbinate ai lavori di Stefano. Con il supporto dell’azienda vigevanese ItalianConverter è stato possibile trasferire la sua arte innovativa su diversi materiali che io utilizzerò per la realizzazione delle scarpe. Un’anticipazione di questa collezione è stata esposta a Vigevano durante una mostra dell’artista, più avanti le scarpe verranno esposte al Museo della Scarpa di Vigevano.

CB: Un desiderio per il tuo futuro in questo campo.

SF: Progetti per il futuro… Oltre ad impegnarmi per far conoscere maisonderrière continuando a creare scarpe speciali ed uniche, punto a conoscere nuovi brand di moda giovani ed innovativi che vogliano avviare la loro linea di scarpe ma non sappiano da dove iniziare. Le collaborazioni mi stimolano a ideare e progettare stili diversi, usare materiali non convenzionali e pormi nuovi ostacoli da superare.

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CB: Un/una designer con cui ti piacerebbe tanto lavorare.

SF: Amo lo stile di Rick Owens, mi piace il messaggio forte che trasmette. Ammiro molto il lavoro che sta dietro al marchio Jeffrey Campbell, una piccola azienda italiana che è riuscita a fare tendenza in tutto il mondo. E’ difficile dire con chi mi piacerebbe lavorare, se dovessi puntare in alto direi per Alexander McQueen (purtroppo non con lui) ma in Italia ci sono molti grandi maestri di questo mestiere con cui sarebbe un onore lavorare.

CB: Una cosabella.

SF: La cosa più bella è poter vivere la vita che ho sempre sognato.

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