Ce lo dice un logo. Anzi, sono di più. Ma no, è sempre lo stesso.

Come il manuale del buon cittadino insegna, ovunque qui non si fa altro che parlare del freddo. Impossibile dimenticarsene: la fontanella nel cortile dell’ufficio è gelata ormai da settimane (ok, lo ammetto, ci abbiamo pattinato sopra almeno una volta ciascuno), abbiamo preso tutti l’influenza a turno (è vero, dopo aver pattinato sulla fontana, ma cosa c’entra, dai), e la prima domanda che mi fanno i parenti al telefono è se davvero è tutto ghiacciato come se fossimo in Norvegia (risposta: sì, dovreste vedere come si pattina bene sulle fontanelle).

A proposito di Norvegia, in effetti, nell’esatto momento in cui scrivo la temperatura di Milano e quella della penisola di Nordkyn, estremo nord dell’Europa, è pressappoco la stessa: nelle lande vichinghe infatti il vento soffia a meno quattro, direzione sud-sud est, alla velocità di 14,8 M/S.
Come faccio ad essere così precisa? Il merito è tutto di questa originale immagine coordinata studiata da Neue, bellissimo studio con sede ad Oslo.

Ultimamente ho una vera fissa per i loghi in movimento, plasmabili o adattabili in diverse forme e colori, e questa pluripremiata visual identity è la chiave perfetta per capire il perché: il logo di Visit Nordkyn, infatti, parte da un semplice esagono e si sviluppa incessantemente seguendo le condizioni atmosferiche norvegesi. Il tutto si spiega con il payoff “where nature rules”: in un luogo dove la natura regna sovrana, infatti, l’identità rispetta il mutare del vento (con la forma del logo) e delle temperature (il colore), andando a creare una serie infinita di combinazioni esteticamente impeccabili.

La flessibilità della natura incontra la tecnica è l’impeccabilità della buona grafica del nord, l’efficienza (il logo sul sito si aggiorna costantemente per restituire un’immagine più veritiera possibile delle condizioni atmosferiche del momento) si mischia al colore evocativo di un tramonto sui ghiacci.

Forse, se anche Milano avesse un logo che si aggiorna ogni cinque minuti a seconda della temperatura, potrei smettere di rispondere al telefono per informare tutti che, effettivamente, quassù il vento soffia gelido come al polo nord. Il tempo risparmiato potrei usarlo per pattinare: ovviamente, finché restiamo sotto zero, sulla nostra fontanella.