Put a truffle on it.

Smettete di fare qualunque cosa stiate facendo.
Qualunque hobby, lavoretto DIY, ricetta, pacchettino regalo, orlo a un pantalone, pout pourri per il bagno, l’ideuzza di pitturare di giallo i battiscopa. Persino il modo in cui pelate le patate vi sembrerà inadeguato. Mostruosamente inadeguato. Dopo aver seguito Luxirare per qualche giorno vi vergognerete persino del pentolino con cui scaldate l’acqua per il tè.

Luxirare  – sì, da New York – è un’alchimista. Un po’ schizzata, di certo. Un’alchimista che con il suo perfezionismo ai limiti del compulsivo riesce a portare qualunque cosa tocchino le sue mani a un livello superiore. Ma che dico uno, dieci.

Le sue abilità si concentrano in due direzioni: il cibo e la moda – la pelletteria, per la precisione. Che è anche il suo lavoro ufficiale, se così si può dire.
E la totale decadenza che caratterizza le sue espressioni culinarie è diametralmente opposta al rigore con cui affronta il discorso della moda. All’austerità dei canoni estetici, all’immacolata inflessibilità che detta con precisione gelida le sue scelte (e creazioni) in fatto di abiti e accessori si contrappone un’approccio al cibo lascivo, voluttuoso, ricco e viziato come una grattata di tartufo sulle patatine take-away del McDonalds. Unapologetic è la parola giusta, intraducibile nella sua puntualità nel descrivere la condotta senza compromessi di chi preferisce il rimorso al rimpianto, anche quando si parla di prima colazione e uova sode.

Per quanto mi riguarda, è con il cibo che Luxirare riesce a realizzare cose al di là di ogni immaginazione. Ed è di questo che si parla oggi, alle sue realizzazioni sartoriali (anche in vendita sul sito) dedicheremo magari un altro articolo.

Stupefacenti arzigogoli culinari con pack finale personalizzato incluso, per non lasciare proprio niente al caso, vedrete; la straordinaria creatività con cui affronta qualunque apparente banalità lascia ogni volta più sbalorditi.
E il modo in cui riesce a stravolgere idee ormai conficcate, immutabili, nell’immaginario comune da non lasciare spazio ad alcun cambiamento trasformandole in gioielli culinari è un’ispirazione continua.

Ecco solo un pugno di links ai suoi post più interessanti (ma c’è solo da perdersi nel suo sito):

Pastelli a frutta secca

Bloodless Mary

Bento Box

Oyster Cleanser

Crisp

Foie Gras Takoyaki

L’unica cosa da fare è seguirla, ispirarsi, imparare, e provare. Grattarci sopra un po’ di tartufo, e assaggiare.