Poteva mancare, a inizio anno, un libro che celebrasse il meglio di quello che è successo nel 2010?

Ovviamente no. E infatti Feltrinelli pubblica l’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana 2010.  E’ la raccolta delle battute ispirate dai titoli dei quotidiani, postate sul blog di Daniele Luttazzi dagli utenti che lo seguono e da lui editate e corrette. Il comico chiama questa la “Palestra”, ovvero un “luogo dove allenare ed esibire i propri muscoli satirici”.

Ho sempre apprezzato il genio di Luttazzi, ma l’idea di una “Palestra” della satira mi ha fatto subito pensare a Spinoza, che dal 2005 raccoglie le battute dei lettori ispirate dai fatti del giorno (le migliori sono state raccolte in un libro con prefazione di Marco Travaglio).

Ancora una volta Luttazzi sembra poco originale: in passato è stato accusato da più parti di “prendere in prestito” battute dai più famosi comici del mondo (tra i quali George Carlin e Bill Hicks). Lui si è difeso affermando che i suoi show sono una caccia al tesoro, dove si è invitati a trovare la “citazione” nascosta. Sarà, ma l’impressione è che le battute “citate” siano davvero molto simili a quelle originali; ne trovate qualche esempio qui, quiqui: giudicate voi.

Daniele Luttazzi non merita quindi la sua fama? No. La sua lunga carriera non può essere ridotta ad alcune battute prese in prestito da altri (per questo al massimo perde qualche punto): Luttazzi è scrittore, attore, musicista e comico poliedrico, e l’Italia ha bisogno di personaggi così. L’Almanacco poi è un libro divertente e se c’è una cosa che Luttazzi sa fare, è scegliere le battute giuste.

La bellezza della satira sta però nella sua immediatezza e nel legame che ha con i fatti del momento. La battuta deve essere fulminante, comprensibile e deve cavalcare la sensazione di sdegno o di sorpresa che il fatto che l’ha generata suscita in ognuno di noi. Oggi le news ci colpiscono solo nel momento in cui le sentiamo, a distanza di qualche giorno non le ricordiamo quasi più; per questo motivo un libro che raccoglie battute satiriche relative a fatti avvenuti nei mesi precedenti suona un po’ anacronistico.

La domanda allora è: c’era bisogno di un libro così? Forse no, la sua versione web basta e avanza.

Perlomeno, e qui Luttazzi rimane fedele alla linea, l’Almanacco è stampato su carta riciclata.

Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana, Ed. Feltrinelli coll. Varia, 446 pagine, 18,00 €