Una mappa inusuale di Londra.

Oggi il posto bello di Londra che vorrei segnalarvi non è un unico luogo, e forse non è nemmeno bello nel senso estetico del termine; è più che altro un insieme di luoghi, anzi due, decisamente inusuali, e decisamente, metafisicamente, inglesi.
Il primo insieme comprende una serie di angoli sparsi qui e là lungo gli interminabili corridoi della metropolitana. Si distinguono dagli altri angoli perché sono marcati in colore diverso sul pavimento. Sono gli angoli dove possono esibirsi i “licensed buskers”, ossia i musicisti ed artisti di strada provvisti di regolare licenza e selezionati in base a regolare provino dall’azienda londinese dei trasporti.

Perché ciò è inglese? Perché rispecchia due principi della cultura britannica. Primo: l’arte ed in particolare la musica vanno rispettate ed incentivate, la qualità va premiata. Secondo: se la regola non c’è, bisogna crearla. Disciplina. Controllo. Quindi, il talento naturale va istradato. La natura diventa civiltà, l’iniziativa popolare diventa regola, l’arte di strada diventa la strada per la nuova arte. E’ lo stesso principio che lavora dietro la fiorente industria discografica britannica, dietro i grandi stilisti d’avanguardia, dietro i giardini all’inglese, dietro la Magna Charta.

Sullo stesso principio si basano i luoghi deputati all’arte del Graffito urbano. Tunnel e sottopassaggi strappati al degrado e aperti alle bombolette delle crew della vernice. Anche quella è arte? Bene, diamole un luogo adeguato. Oltre il quadro: il graffito. Oltre il museo: il tunnel. La dirompente libertà del caos diviene funzionale ed integrata alla creazione di una superiore armonia. Come nella migliore tradizione inglese, trasgredire (andare oltre) non è un infantile infrangere le regole per capriccio, ma un’operazione organizzata per il bene comune.