Luisaperchè_Cosebelle_01

“E grazie a P. Lui sa perchè“. La pagina dei ringraziamenti di un libro è una finestra su un mondo sconosciuto e misterioso, quello dell’autore. Un mondo che fino all’ultimo resta inaccessibile, al massimo una supposizione che emerge negli gli spazi bianchi tra una parola e l’altra e ci fa domandare: a chi si sarà ispirato per quel personaggio? Di certo non può essere una persona sola? Forse quell’uomo, l’assassino, era il suo primo amore o magari un padre tanto amato e tanto odiato. E quel vecchio, chissà se esiste davvero, se sosta ogni sera alle sei alla stessa fermata del tram e l’ha visto l’autore e ha pensato “ne faccio un mago o un alchimista o un moribondo”?

Fino all’ultima pagina, solo sensazioni, soltanto domande inevase. E poi, bum, tutto a un tratto, poche o molte righe che ci catapultano nella casa dello scrittori, siam lì, dietro la tenda a sbirciare il loro scrittoio, dove tutto ebbe inizio e vediamo stralci di vita quotidiana, un editore che bussa e chiede: “a che pagina sei?”, una moglie che urla dal fondo del corridoio: “Basta è tardi, vieni a letto”, un bambino che cerca suo padre sugli spalti della partita di pallone e il padre non c’è risucchiato in un buco spazio-temporale fatto di lettere, e dialoghi e punti esclamativi.

E poi gli amori finiti o mai cominciati, quelli eterni e quelli che durano un lampo ma son lì, ci si scrivono sopra pagine e pagine per liberarsene e poi dire alla fine, in un’unica riga risolutiva “Grazie, S. che te ne sei andata”. Carolina Cutolo e Sergio Garufi producono per ISBN Edizioni quella che si può con ogni ragione definire una “fenomenologia dei ringraziamenti“. Svelando vizi e virtù dell’autore, vezzi e velleità, e catalogando gli scrittori in vendicativi, esibizionisti, nostalgici, pragmatici…

La narrativa italiana degli ultimi vent’anni messa a nudo da quel misterioso: “Lui sa perchè”.

Col contributo di Umberto Eco e la prefazione di Stefano Bartezzaghi, che – diciamolo – ci stanno sempre bene, come il prezzemolo.