Il sogno è sempre lo stesso:  io che mi avvicino alla scrivania di Ludmilla (nome di fantasia che identifica il mio direttore) e dico: “Ludmilla, io me ne vado“. In quel momento sento distintamente la vuvuzela, gli applausi, i fuochi d’artificio e qualcuno grida “Campioni del mondo” (così, a caso). Improvvisamente perdo 3 taglie e capisco che non era ciccia, ma bile. Tutto è più bello e nitido, non ho più la nausea, il mal di testa scompare, anche l’ansia. Il rosso è più rosso, il verde è più verde, riesco a vedere le cose. Davanti a me infinite possibilità, tutte raggiungibili. I miei (quasi) 30 anni e il futuro non fanno più paura.

A questo punto Ludmilla dice la famosa frase: “Non essere ridicola Maddalena, tutti vogliono questa vita, tutti vogliono essere noi.” (Miranda Priestley dal film “Il Diavolo veste Prada”) “Come no, tutti quelli che non la provano però…” , ma questo non lo dico, perchè mi sono già girata  e ondeggio verso l’uscita, anzi fluttuo nell’aria leggera verso la libertà.

Ok, adesso decidiamo che cosa indosserò quel giorno:

Bottega Veneta, fw 2014

Questa pelliccia di Bottega Veneta potrebbe essere una possibile soluzione. Easy ed elegante, della serie: “Non me ne può fregare di meno, sotto ho il pigiama e poi torno a letto“.

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O anche quest’abito rosso di Prada. Della serie “Datti fuoco!“, ma anche semplicemente perchè amo questo colore e di fatto mi ha sempre accompagnato in tanti momenti importanti della mia vita.

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Anche Hermes potrebbe funzionare, con la sua casacca da lavoro (e Dio solo sa quanto) verde militare, perchè è sempre stata una guerra.

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Infine lui, Valentino, perchè è un sogno e perchè mi ci è voluto un cuore molto forte per arrivare fino a qui.

Ma forse poi, quel giorno, tutto questo non avrà importanza…
Viva i cambiamenti
, anche quelli (per ora) solo sognati.
Viva la fedeltà a se stessi e alle proprie idee e valori anche quando tutto e tutti sembrano andare nella direzione opposta.
Viva chi ha capito che l’apparenza non è la vera bellezza e che le cose importanti si muovono in silenzio.
Viva chi ancora sceglie la via meno facile, lo so che non ve ne fate niente, ma questo post è per voi.
Viva chi non si comporta come tutti gli altri, perchè avrà meno amici e più nemici, ma che amici ;).
Viva chi difende quello che è e che sente, tutto questo alla lunga paga, non subito, ma vi assicuro paga.
Viva chi ancora ha coraggio.
Viva chi presta attenzione alle piccole cose, che poi piccole mai non sono.
Viva i pianti, gli attacchi di panico, le crisi, perchè poi passeranno e voi sarete più saggi e determinati di prima.

Quando proprio penso di non farcela leggo questa poesia di Robert Frost.
Credo sia il modo migliore per concludere… fate la differenza, sempre, fatela!!!

LA STRADA NON PRESA
Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrerle entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l’aspetto migliore
perchè era erbosa è meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduceva verso l’altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io…
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza.